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GRILLO TORNA IN CAMPO, IMBARAZZO SULLA TAV

La Tav non si farà. A prevedere l’ esito negativo del progetto è Beppe Grillo, un auspicio confidato ad un giovane contestatore che lo intercetta alla Fiera nazionale della piccola e media editoria che si tiene a Roma. Il ragazzo, un muratore laureando in ingegneria, riesce a «bucare» il muro di silenzio issato dal fondatore del M5s con i cronisti e lo provoca: «Come mai non sei a Torino a manifestare? Ora che sei al governo non stai più con i No Tav?». La risposta arriva poco dopo in un faccia a faccia tra i due. «Grillo mi ha detto che stanno valutando – racconta lo studente al termine del colloquio – sono scettico ma non voglio fare l’uccello del malaugurio: spero che Grillo abbia ragione ma è tutto da vedere. Ma io non ci credo». Sono due giorni che Beppe Grillo è tornato a parlare della Tav. Prima con un duro post sul suo blog: «È una realtà fisica enorme, costosa e inquinante». Insomma, «la Tav is the new black». Oggi però rincara la dose e presentando il libro della sua amica giornalista tedesca alla Nuvola di Fuksas, non si tiene. Giura di essere venuto per fare da «valletto» alla scrittrice, tiene a distanza i cronisti ma poi, davanti alla platea che è venuta ad ascoltare sbotta. E prende di mira i costruttori che protestano con i Si Tav. «Ci dovremmo vedere con questi costruttori che stanno lì a protestare perché il loro progresso è il cemento? Se gli togli il calcestruzzo non hanno un’idea neanche a morire». Poi se la prende per l’ inutilità dell’opera. «I nostri porti sono montagne di container che stanno lì vuoti. E noi facciamo infrastrutture per portare container vuoti! Ha senso questo?». Elogia invece i gioielli di ingegneria che erano stati i treni copiati in tutto il mondo come il Pendolino: «Hanno tolto una tecnologia meravigliosa per far andare i treni alla stessa velocità a cui andavano prima». «Non è questione di destra, sinistra, centro, movimento o non movimento: bisogna sedersi ad un tavolo con ingegneri, architetti, filosofi ed artisti e contaminarsi». Tutto il resto «sono solo cazzate. Le vostre domande sono cazzate…», dichiara ai cronisti. Dopo tanto tempo in disparte, Grillo torna a farsi sentire per dare un contributo, appunto, di visione. Sembra prendersela con Salvini a cui oggi prova ad oscurare un pò la piazza tornando a parlare davanti alle Tv. Quello della sicurezza, argomenta, è un falso problema: su 52 milioni di persone che muoiono ogni anno solo 750 mila sono morte a seguito di un’ azione violenta. Poi difende il reddito di cittadinanza. Quindi, non pago, si fa vedere in piazza anche con Virginia Raggi. Insieme ad aspettare che si accendano le luci dell’albero di Natale che dovrà oscurare la brutta fama che si era fatto lo scorso anno il povero Spelacchio. Ma Grillo è comunque l’unico ai vertici del Movimento che oggi parla di Tav. Luigi Di Maio infatti è a Napoli dove si fa vedere in giro per le bancarelle dei presepi a comprare una statuina proprio di Grillo. E a fine serata in difesa del popolo «No Tav» interviene solo il capogruppo al Senato Patuanelli che sottolinea come da Torino arrivi «un segnale importante» che non può essere sottovalutato. Chi pensava che la piazza dei «Si Tav» fosse una protesta contro la sindaca Appendino «ha preso proprio una bella cantonata».(

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