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PER PD 6 CANDIDATI UFFICIALI, RENZIANI CONTRO EX LEADER

Scoppia caso primarie Sicilia, querelle Zingaretti-Martina

Sono sei i candidati al congresso del Pd che alla scadenza del termine per depositare le firme a loro sostegno si sono presentati nella sede del Nazareno: da Nicola Zingaretti a Maurizio Martina, da Francesco Boccia a Roberto Giachetti, da Dario Corallo a Maria Saladino, i due outsider. Ma la giornata segna anche una rottura tra Matteo Renzi e quei renziani che hanno deciso di sostenere Maurizio Martina, mentre l’ennesimo pasticcio dei Dem in Sicilia ha fatto scoppiare la prima querelle tra Zingaretti e Martina. Il primo a presentarsi nella sede nazionale del Pd per consegnare le 1.500 firme a sostegno della candidatura è stato Boccia, seguito da Saladino e nel pomeriggio da Zingaretti, Martina, Corallo e, a cinque minuti dalla scadenza dei termini, da Giachetti. Questi, che ha lanciato solo ieri la candidatura con Anna Ascani, ha presentato metà delle firme in formato elettronico e entro domani dovrà produrle in formato cartaceo. Compito non facile perché devono provenire da almeno 5 regioni diverse. Domani la Commissione congresso vaglierà la regolarità di tutta la documentazione e ufficializzerà le candidature. Al di là di queste procedure, un passaggio politico ha riguardato i renziani, anzi gli ex renziani. A dar voce al loro disappunto per le parole «irridenti e sprezzanti verso il Pd» usate martedì da Renzi a «Porta a Porta» è stato Antonello Giacomelli, vicinissimo allo stesso Renzi e a Luca Lotti. «Considero legittimo – ha detto – che Renzi segua la sua visione politica, ma credo che potrebbe farlo anche rispettando le donne e gli uomini che non pensano affatto che il Pd sia finito, che ci credono e che comunque non intendono abbandonarlo». Se nascerà la «cosa» di Renzi loro non lo seguiranno. Anzi, nel primo pomeriggio Lorenzo Guerini ha incontrato Martina, siglando un accordo a sostegno della candidatura del segretario uscente. Un’altra parte di renziani, guidati da Roberto Giachetti e Anna Ascani, non intendono seguirli presentando appunto la candidatura di Giachetti, mentre Teresa Bellanova ha annunciato che non sosterrà nessuno. Insomma, tre posizioni diverse. Nonostante tutti i candidati abbiamo dichiarato di mirare ad un congresso che «parli all’Italia» ed eviti «attacchi reciproci tra candidati», è subito scoppiata una querelle tra l’area di Zingaretti e quella di Martina. A farla esplodere un nuovo pasticcio in Sicilia dove il 16 dovrebbero tenersi le primarie per eleggere il segretario regionale. In seguito ad alcuni dissidi procedurali, che hanno fatto posticipare i congressi di circolo e provinciali a quello regionale, Teresa Piccione ha ritirato la propria candidatura, sostenuta da AreaDem e dall’area di Zingaretti, in polemica con il segretario Fausto Raciti, renziano come l’altro candidato Davide Faraone. I dirigenti di AreaDem e vicini a Zingaretti hanno chiesto l’annullamento delle primarie, e Paola De Micheli ha attaccato per il caos siciliano Martina, la cui componente in Sicilia sostiene Faraone. Parole respinte dagli uomini del segretario uscente, come Matteo Mauri che ha a sua volta accusato De Micheli di voler «avvelenare il clima del congresso» con una «questione locale

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