| categoria: editoriale

Possiamo fidarci sul serio dei nuovi padroni del vapore?

C’è il paese reale e c’è il paese della politica. Del primo non parla quasi mai nessuno, salvo che per gli eclatanti casi di cronaca. Eppure va avanti lo stesso, si barcamena, si arrangia, senza fidarsi più di nessuno. Nemmeno protesta più. Ignorato dai media nei suoi bisogni più essenziali. Guardate i palinsesti televisivi. Programmi di cucina e di salute e talk show politici, perfino lo sport, perfino il calcio interessa meno. I media invece oltre che di gossip vivono solo di politica, non parlano praticamente d’altro, e si comportano come se la politica fosse l’argomento di principale interesse per tutto. E’ un incredule missunderstanding o è un equivoco voluto? Chi tira i fili probabilmente ha le idee chiare su questo, la gente comune certamente no. E lo scollamento tra i due paesi citati in apertura è ormai totale. Su una cosa i media hanno tuttavia ragione. La politica italiana si può leggere come un affascinante romanzo di avventura (resta da vedere chi sono i buoni e chi i cattivi), come una commedia pirandelliana. La storia del Pd, ad esempio, il partito che si sta autodistruggendo, che finirà per scegliere lo scialbo ma furbo Zingaretti ma chè ancora nelle mani dell’apparato renziano e che ha attorno , in attesa, gli squali che vengono dal passato, come Massimo D’Alema . O la storia del governo, che traballa sulle fragili   intese tra grillini e leghisti, Durerà? Basta vedere i sondaggi, la risposta è implicita, siamo cristallizzati fino alle Europee. L’ultimo sondaggio sullo “stato di salute” dei principali partiti ed esponenti politici dell’ultimo mese e sulle intenzioni di voto degli italiani è trasparente. Dopo un mese di crescita generale del PD guidato da Maurizio Martina, rimane sostanzialmente stabile per tutto novembre muovendosi da 17,4% a 17,5% e confermando così i punti guadagnati in ottobre. Lieve ripresa, nella media mensile, per Forza Italia e Fratelli d’Italia che si attestano rispettivamente su quota 9,4% e 3,8% segnando rispettivamente un +0,4% e un +0,2% rispetto a ottobre. Mese decisamente complesso invece per i due partiti al governo: il Movimento 5 Stelle (27%) che registra un calo di oltre un punto e mezzo così come lo scorso mese (-1,7% ); La Lega guidata da Matteo Salvini registra invece una crescita dell’1,1% inverte quindi la rotta rispetto al lieve calo di ottobre attestandosi al 31,4. Ma tutto questo significa veramente qualcosa? Possiamo fidarci di qualcuno? Possiamo fidarci dei nuovi padroni del vapore?

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Stiamo perdendo il senso della realtà



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