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La politica dei sondaggi e gli equivoci dei i sondaggi in politica

Siamo in mano ai sondaggisti, una categoria sociale e professionale fuori controllo. I parametri e le tecniche sono certificati, certo, ma i margini di attendibilità, di credibilità, di “aggiustamenti” sono sfumati, sfumatissimi. E così dei dati, raccolti secondo criteri definiti aprioristicamente “scientifici” (ma il contesto si presta a molti equivoci) possono modificare, alterare, condizionare equilibri politici sostanzialmente già precari. Siamo condannati a questa situazione da un quadro confuso dietro la apparente chiarezza: due soggetti politici al governo con maggioranza chiara e determinata, obbligati a convivere per non perdere il potere acquisito. Ma l’uno non nasconde il desiderio di essere solo al comando, l’altro è talmente condizionato dalla base che lo ha spinto in alto da perdere colpi ad ogni decisione non condivisa. A questo punto ogni accreditamento in positivo o in negativo determinato dai sondaggi ha un peso spropositato e determinante. Salvini spopola, la Lega avanza, i grillini arretrano, la coesione è una variabile tenuta in piedi da un premier sempre più determinante, il non più sbiadito Giuseppe Conte. Ma i sondaggi servono anche per determinare gli umori, le crisi del Pd, e quelle del centro destra che ancora gravita attorno alla figura patetica di Silvio Berlusconi. Al Movimento Cinque Stelle sono bastati nove mesi, di cui sei al governo, per riuscire a toccare l’orlo del baratro nei consensi. Partiti dal 32,7% del 4 marzo scorso, oggi i grillini possono vantare un crollo di 7 punti che li ha portati al 25,7%. A tormentare i sogni di Luigi Di Maio non c’è solo la Lega di Matteo Salvini in ascesa continua, ma anche la percezione che il pur moribondo partito democratico sia poco più sotto. Ma stiamo parlando di un quadro di insieme virtuale, ricordiamolo, che potrebbe avere un riscontro solo parziale in un eventuale confronto nelle urne. Si gioca tutto su suggestioni, su ipotesi. Nessuno in base ai sondaggi avrebbe creduto sul serio al terremoto del quattro marzo scorso. Eppure la vita degli italiani ha cominciato a cambiare traumaticamente. Chi ci assicura che un altro ribaltone non possa accadere di nuovo, sondaggi o non sondaggi?

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