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PESARO: L’APPARTAMENTO DOVE VIVEVA BRUZZESE OSPITEREBBE COLLABORATORI DA 20 ANNI

L’appartamento dove viveva Marcello Bruzzese, fratello del collaboratore di giustizia Girolamo, ucciso nel giorno di Natale a Pesaro, da oltre vent’anni ospiterebbe persone sottoposte a programma di protezione, perché collaboratori o testimoni di giustizia o loro congiunti. È quanto si evince dalla testimonianza di una congiunta di un collaboratore di giustizia, che ha vissuto per molti anni nel programma di protezione, e che 19 anni fa ha vissuto proprio nell’appartamento in cui viveva Marcello Bruzzese. La donna, che ora vive fuori dall’Italia e preferisce mantenere l’anonimato racconta al sito ‘CiSiamo.infò la propria testimonianza: «Sono sconvolta. Questa tragedia -afferma- si poteva evitare». E ciò «perché in quell’alloggio, al numero 28 di via Bovio a Pesaro, avevo già vissuto io sotto protezione nel 1999 e, prima di me, già ci avevano vissuto altre persone sottoposte al programma di protezione». Già nell’aprile del 1999, racconta, «tutti sapevano che quell’appartamento era stato preso in affitto dal Ministero dell’Interno. Tanto che io raccontavo a tutti di essere la figlia di un magistrato, in modo da dissimulare i sospetti». «In realtà – continua – io in quell’appartamento mi ero trovata molto bene e, autorizzata dal Servizio Centrale di Protezione, avevo anche trovato lavoro il venerdì e il sabato sera in una pizzeria lì vicino». La donna comunque fu poi trasferita in un altro alloggio: «Mi dissero che Pesaro non era una città sicura, in quanto c’era il Centro di Addestramento Reclute (Car) dell’Esercito e quindi andavano e venivano ragazzi di qualsiasi provenienza, anche del Sud Italia, e io potevo essere riconosciuta».

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