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Etna, frattura in una strada: evacuate 10 famiglie

Borrelli: “Polemiche? Lʼallerta cʼera ma i terremoti non si prevedono”

Paura ad Aci Platani (frazione di Acireale) per la presenza di una faglia sullʼasfalto. Il capo della protezione civile traccia un primo bilancio del sisma: “Sono 28 feriti e circa 370 sfollati”

Circa dieci famiglie sono state fatte evacuare la notte scorsa dalle loro abitazioni ad Aci Platani, frazione di Acireale, per la presenza di una faglia sulla strada dove si trovano le loro case che nel corso della giornata si era allargata provocando una frattura nell’asfalto. L’evento è collegato con l’attività sismica ed eruttiva dell’Etna. Il bilancio del terremoto è di 28 feriti e circa 370 sfollati.

Borrelli: “Non ci sono feriti gravi, 1600 richieste di sopralluogo” – “La situazione feriti è tranquilla, non abbiamo feriti gravi. Dieci sono stati portati in ospedale, 18 si sono recati con i propri mezzi nelle strutture ospedaliere, poi c’è un ultra 80enne che ha avuto la sindrome di schiacciamento”. Lo ha affermato il capo della protezione civile Angelo Borrelli, intervenendo alla trasmissione “Radio anch’io” su RadioUno. “Sono 28 i feriti e 370 circa gli sfollati. Abbiamo avuto 1.600 richieste di sopralluoghi da parte della popolazione – ha precisato -. Questa notte abbiamo ospitato circa 370 persone, 323 negli alberghi 45 nelle palestre e 37 in una struttura per anziani”.

“Polemiche? L’allerta c’era ma i terremoti non si prevedono” – Polemiche per la mancata allerta? “L’allerta c’era ed era stata alzata: da settembre c’era l’allerta gialla – ha sottolineato Borrelli -. Dal 24 abbiamo registrato un aumento della sismicità. La scossa delle 3:19 è stata isolata rispetto a quello che era il trend. Poi naturalmente i terremoti non si possono prevedere”.

Notte tranquilla ma ancora scosse – Nel frattempo in provincia di Catania la terra continua a tremare. Nelle ultime 24 ore sono state una ottantina le scosse che hanno seguito quella di magnitudo 4.8 avvenuta tra il 25 e il 26 dicembre. Il sisma è legato legato all’attivazione della faglia Fiandaca e della faglia di Pennisi, due delle strutture più meridionali del sistema tettonico delle Timpe.

Non tutti gli sfollati sono in hotel, c’è chi preferisce l’auto – Problemi affettivi e dolore per il distacco dai propri luoghi e affetti quotidiani, ma anche di sicurezza per paura di eventuali atti di sciacallaggio. Sono i motivi che hanno indotto molti degli sfollati per il terremoto sull’Etna a trascorrere la notte in auto, davanti alla propria abitazione inagibile, sfidando il forte freddo. Un esempio numerico è quello di un albergo etneo: la convenzione stipulata con la Regione Sicilia, che paga le stanze, prevedeva l’arrivo di un centinaio di sfollati, ma si sono presentati in poche decine. C’è stato anche chi ha sfidato la sorte e ha dormito lo stesso in casa.

Di Maio: “Venerdì sarà dichiarato lo stato di emergenza” – “Domani sarà dichiarato lo stato di emergenza”. Lo ha detto Luigi Di Maio a Fleri, frazione di Zafferana Etnea, zona danneggiata dal terremoto di Santo Stefano. Il vicepremier ha quindi aggiunto che “saranno stanziate le risorse necessarie per dare supporto ai sindaci e alle autorità locali per aiutare le famiglie” e che verrà rafforzato “il sistema antisciacallaggio per rassicurare chi la notte scorsa ha dormito in auto e non in albergo”.

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