| categoria: sport

LAZIO PARI IN RIMONTA, IL TORO SI MORDE LE MANI

L’ultima dell’anno non è una partita come le altre. Lazio e Torino, che pareggiano 1-1 al termine di una sfida cattiva e ruvida, appiccicosa e spigolosa, non si risparmiano in vista del Capodanno e fanno il possibile per vincere. Forse anche per questo si dividono la posta non senza recriminazioni sull’uno e sull’altro fronte. Alla fine Irrati avrà estratto il cartellino giallo per ben sette volte e per due quello rosso. Il solito bollettino di fine anno, ma questa volta i botti non c’entrano, le botte invece si. I giocatori in campo se le promettono e se le danno; ne viene fuori un confronto per uomini veri, ma anche scorretto e tecnicamente tutt’altro che eccelso, fatta eccezione per il gol del pari di Milinkovic-Savic che, da solo, vale il prezzo del biglietto, dopo che Belotti su rigore aveva fatto sognare per 18′ più intervallo il Toro. In avvio il confronto è effervescente, con la Lazio che tiene alto il ritmo e cerca il gol con una certa insistenza. I biancocelesti sembrano assai vogliosi di dare un seguito al successo di Bologna, in modo da mettere in cassaforte il quarto posto e trascorrere un Capodanno dal forte sapore di Champions. L’illusione che i biancocelesti possano prendere il sopravvento non dura a lungo, perché il Torino sale di tono e, con il passare dei minuti, conferma la sensazione di essere una squadra da trasferta, per solidità e compattezza. Sono proprio i granata a creare la palla-gol più ghiotta dopo 16′ con l’ex De Silvestri che timbra la traversa di Strakosha. Il pericolo scampato alza la tensione agonistica in casa Lazio, che preme e al 18′, con Immobile, costringe Baselli a una pericolosa deviazione in angolo. Correa, poco dopo, spreca l’occasione dell’1-0, sparando su Djidji, prima che ancora De Silvestri impegni Strakosha. Sirigu al 25′ risponde a Immobile, ma il Torino chiude in avanti il tempo e passa, dopo che Iago Falque spara addosso a un compagno il pallone del possibile 1-0 e Immobile non inquadra la porta con un pallonetto. È Belotti a prendersi tutti i meriti del vantaggio: prima viene trattenuto in area da Marusic, poi trasforma il rigore con un missile rasoterra. Il pubblico fischia e protesta, i giocatori pure, ma all’intervallo si va sull’1-0 per i granata. Nella ripresa la Lazio carica il Toro e già questa sembra una nota stonata in un confronto senza esclusione di colpi: il pareggio arriva al 17′, grazie a Milinkovic-Savic: il talentino dei biancocelesti riceve da Leiva di testa, controlla e fa partire un missile che manda il pallone nell’angolo alto alla destra di Sirigu. Da quel momento la Lazio si scatena, ma la montagna partorisce il topolino di un paio di salvataggi di Djidji, che è un muro invalicabile. Il Torino spreca con De Silvestri per ben due volte: clamoroso il pallone che gli capita quando ancora il Toro è in vantaggio, ma l’ex laziale forse non se la sente di infierire. Di fatto è l’episodio che decide il match. Nel finale arrivano i botti, le botte e i cartellini di ogni colore: fuori Marusic, fuori Meité e poi tutti a casa ad attendere il 2019, tra fischi e anche qualche applauso. Un pò di tensione c’era stata anche prima dell’incontro, quando parte della Curva Nord si è svuotata degli Irriducibili Lazio – la frangia più calda della tifoseria biancoceleste, gemellata con quella interista – in segno di protesta contro la decisione di non far entrare nello stadio uno striscione in ricordo di Daniele Belardinelli, l’ultrà interista morto mercoledì a Milano.

Ti potrebbero interessare anche:

La Roma inciampa ancora con il Cagliari e perde la vetta
Neymar, frattura di una vertebra, mondiale finito
SCI/ Mondiali, l'Italia si presenta come seconda al mondo
Serie B, Livorno: esonerato Panucci, al suo posto arriva Mutti
Lazio, corsa a tre per il dopo Pioli
BOIA CHI MOLLA E MONDIALE, BUFFON 40 ANNI E VITA DA N.1



wordpress stat