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SCHEDA/ Cultura e informazione, le novità della manovra

Ecco le novità della manovra in tema di cultura e informazione. CULTURA BONUS GIOVANI: Rinnovata la card cultura dei 18enni, con uno stanziamento più basso degli anni scorsi (240 milioni). RISORSE DA MATERA A CINEMA: Parte delle risorse sottratte al bonus giovani (43 milioni) sono destinate ad iniziative ad hoc: 8 milioni al Fondo unico dello spettacolo; 1 milione a festival, cori e bande; 12,5 milioni alle fondazioni liricosinfoniche; 3 milioni alle iniziative culturali in zone terremotate; 2 milioni a Matera e 3 milioni a Parma (capitali della cultura); 4 milioni al Fondo per il cinema; 2 milioni per la riqualificazione delle periferie urbane; 3,5 milioni alla promozione di moda, design e grafica; 4 milioni alla digitalizzazione del patrimonio culturale; 1 milione alla Biblioteca per i ciechi di Monza; 700.000 euro per le celebrazioni ovidiane. BIGLIETTI: Per contrastare il ‘bagarinaggiò (secondary ticketing), anche i biglietti dei concerti in impianti con capienza superiore a 5.000 spettatori saranno nominali (esclusi opera, balletti, circhi, concerti classici o jazz). ASSUNZIONI: Sono tantissime, migliaia al ministero dei Beni culturali attraverso graduatorie già esistenti ma anche nuovi concorsi. Tre assunzioni sono previste all’Accademia della Crusca, così come ne sono autorizzate all’Accademia dei Lincei. INFORMAZIONE RAI: Si conferma, a regime, il canone a 90 euro, così come l’esenzione per i 75enni con reddito sotto 8.000 euro. Alla Rai vanno 40 milioni l’anno in 2019 e 2020 per lo sviluppo digitale. SALVA-EDICOLE: per salvaguardare i chioschi è concesso un credito d’imposta di massimo 2.000 euro parametrato a quanto pagato di Imu, Tasi, Cosap e Tari. Costa 30 milioni in due anni, in gran parte derivanti dal Fondo per l’informazione. RADIO RADICALE: si proroga fino al 30 giugno 2019 la Convenzione fra Mise e emittente, con una spesa di 5 milioni. TAGLI ALL’EDITORIA: prevista l’abolizione, o la progressiva riduzione fino all’abolizione, dei contributi diretti a favore di determinate categorie di imprese radiofoniche e di imprese editrici di quotidiani e periodici. Contemporaneamente però si sostengono, a valere sul Fondo per il pluralismo dell’ informazione, progetti finalizzati a diffondere «la libera informazione plurale» e «l’innovazione digitale e sociale».

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