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Malta non fa sbarcare i 49 migranti. Appello del Papa

4213203_1554_clipboard01Un appello a fare sbarcare i migranti in mare sulle navi Sea Watch e la Sea Eye arriva anche da papa Francesco che si rivolge ai leader europei. No dal premier maltese, Joseph Muscat: «Non diventeremo il luogo dove vengono fatti sbarcare i migranti salvati dalle organizzazioni umanitarie che altri paesi non vogliono accogliere». INtanto il ministro dll’Interno Matteo Salvini ribadisce che i porti restano chiusi e rivendica che l’Italia ha fatto crollare il numero di clandestini in Europa.

«”L’Italia non è Salvinia” dicono quelli della Ong Sea Eye. Fate quello che volete, ma per chi non rispetta le leggi i porti italiani sono e rimarranno chiusi», ha ripetuto oggi Salvini. «Frontex: “L’Italia ha fatto crollare il numero di clandestini in Europa”. Volere è potere!», ha poi scritto su Facebook il ministro dell’Interno.

Il premier maltese intanto ha detto che Malta non diventerà il luogo dove vengono fatti sbarcare i migranti salvati dalle organizzazioni umanitarie che altri paesi non vogliono accogliere. In un’intervista a One Radio, Muscat ha sottolineato che è sua responsabilità non creare un precedente facendo sbarcare i 49 migranti bloccati sulla SeaWatch. «Il governo – ha detto – deve trovare un equilibrio tra protezione di vite umane e proteggere Malta e la sua sicurezza, evitando che siano minacciate».

Muscat ha detto che discussioni con la Ue sono in corso, con l’obiettivo di trovare una soluzione per le navi con a bordo i migranti e che Malta vuole assicurazioni che quel che sta accadendo non si ripeta in futuro. «Se noi accogliamo i migranti, ciò rappresenterà un precedente per altre occasioni simili? Se ci sono ong in futuro che fanno quel che vogliono, Malta dovrà occuparsene? No, questo non è quel che succederà», ha sottolineato. «La prossima volta ci sarà una nave con 100 migranti a bordo, e poi 200. Ci verrà detto, visto che li avete accolti, dovrete farlo ogni volta?».

In un chiaro riferimento all’Italia, il premier maltese ha detto che «alcuni paesi» stanno cercando di «mostrare quanto siano duri, chiudendo i propri porti», e ha ricordato che Malta, la scorsa settimana, ha accolto 249 migranti.
«Lo abbiamo fatto perché era nostro obbligo farlo, e senza impuntarci. Queste persone stavano affogando, erano nella nostra zona di competenza per i salvataggi, così le forze armate maltesi li hanno salvati», ha aggiunto.
«Abbiamo bisogno di trovare un equilibrio tra l’aspetto umanitario e la sicurezza nazionale. Questo è un problema che potrebbe costituire un precedente e dovremo essere vigili al riguardo. È facile giocare a fare Babbo Natale con tutti, ma poi a gennaio, febbraio e nel periodo estivo, ci verrebbe chiesto di fare lo stesso», ha affermato il primo ministro. Muscat ha quindi ribadito la posizione del governo secondo cui Malta non è responsabile per coloro che sono stati salvati al di fuori della sua giurisdizione e competenza. «Ecco perché stiamo discutendo con altri paesi e con l’Unione europea, per farci dire di chi è la responsabilità di questo caso e, nel caso succeda di nuovo la stessa cosa, come procedere». Il primo ministro ha anche messo in dubbio i metodi di salvataggio delle Ong: «Ci sono molte opinioni diverse sulla dinamica di questi salvataggi e su come sono stati condotti, ma non voglio entrare nel merito ora».

«Da parecchi giorni quarantanove persone salvate nel Mediterraneo sono a bordo di due navi in cerca di un porto sicuro dove sbarcare. Rivolgo un accorato appello ai Leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone». La giornata dell’Epifania del Papa culmina con un accorato appello rivolto a tutti i paesi, Italia compresa, nella speranza di dare accoglienza a questa gente stremata dal viaggio, dall’incertezza, dalla stanchezza.

Quello di Papa Francesco è una specie di Sos lanciato urbi et orbi per smuovere una situazione pesante e di sostanziale stallo. Cita anche l’evangelista Matteo e chissà se Bergoglio lo fa nella speranza che un altro Matteo, stavolta quello che è al governo, possa ascoltarlo: «Matteo mostra diversi modi con cui si può incontrare Cristo e reagire alla sua presenza. Erode e gli scribi di Gerusalemme hanno un cuore duro, che si ostina e rifiuta la visita di quel Bambino. Essi rappresentano quanti, anche ai nostri giorni, hanno paura della venuta di Gesù e chiudono il cuore ai fratelli e alle sorelle che hanno bisogno di aiuto. Erode ha paura di perdere il potere e non pensa al vero bene della gente, ma al proprio tornaconto personale. Gli scribi e i capi del popolo hanno paura perché non sanno guardare oltre le proprie certezze, non riuscendo così a cogliere la novità che è in Gesù».

Il testo che ha preparato per l’Angelus è un concentrato di allegorie che rimandano alle cronache di questi giorni, in particolare alla via Crucis che misurano ogni giorno i migranti in fuga, alla ricerca di un avvenire migliore in Europa. Annota il Papa: «Ben diversa è l’esperienza dei Magi (cfr Mt 2,1-12). Venuti dall’Oriente, essi rappresentano tutti i popoli lontani dalla fede ebraica tradizionale. Eppure, si lasciano guidare dalla stella e affrontano un viaggio lungo e rischioso pur di approdare alla meta e conoscere la verità sul Messia. Erano aperti alla novità, e a loro si svela la più grande e sorprendente novità della storia: Dio fatto uomo. I Magi si prostrano davanti a Gesù e gli offrono doni simbolici: oro, incenso e mirra; perché la ricerca del Signore implica non solo la perseveranza nel cammino, ma anche la generosità del cuore».

Il premier Conte (il più vicino al Vaticano dove può contare di qualche amico cardinale) ha cercato di mediare per individuare una soluzione al destino della Sea Watch ma senza troppi successi, visto il muro che ha innalzato Matteo Salvini. Intanto Sea Watch2 e Sea Eye sono ancora ormeggiate sottocosta, vicino a Malta, con 49 poveri cristi a bordo.

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