| categoria: attualità

MIGRANTI: NAVI ONG ANCORA IN MARE, SPUNTA GERMANIA

Un’altra giornata in mare per i 49 migranti a bordo della ‘Sea Watch 3’ e della ‘Professor Albrecht Penck’, le navi umanitarie ferme a pochi chilometri dalle coste maltesi. «Fateci sbarcare», il grido delle ong. Ma Malta ancora non ha ancora dato l’ok. Il vicepremier Luigi Di Maio ribadisce la disponibilità dell’Italia ad accogliere donne e bambini. Il collega Matteo Salvini mantiene invece la linea dura («non cediamo ai ricatti») e accusa il «vergognoso silenzio dell’Europa». Dalla Germania, intanto, arriva uno spiraglio: potrebbe prendere una parte delle persone soccorse, ma nel contesto di una distribuzione europea. Diverse capitali continuano dunque – come avvenuto in casi analoghi nei mesi scorsi – a rimbalzarsi responsabilità ed oneri: La Valletta, Roma, Berlino (le due ong Sea Watch e Sea Eye sono tedesche), Amsterdam (la Sea Watch 3 ha bandiera olandese), Bruxelles (la Commissione europea sta lavorando ad una soluzione). Malta ricorda che il salvataggio della Sea Watch 3 è avvenuto in acque più vicine a quelle di responsabilità italiana che a quelle maltesi e la ong ha chiesto a Roma di fornire un porto sicuro. Una nave militare maltese ha inoltre soccorso e portato sull’isola 250 migranti; il Governo locale non vuole quindi gestire ulteriori arrivi. Salvini conferma la linea ‘porti chiusì e sottolinea che le navi «sono in acque territoriali maltesi: le persone a bordo devono essere fatte sbarcare a La Valletta». Altra possibilità, aggiunge, «visto che le navi delle ong hanno bandiera olandese e tedesca, chiedano aiuto a Berlino e Amsterdam per attivare immediatamente un corridoio umanitario». E comunque, sottolinea, è «vergognoso l’atteggiamento dell’Europa che tace». Anche Di Maio attacca Ue e Malta: «ci sono donne e bambini da 14 giorni a un miglio dalla costa maltese – rileva – e la Ue mette la testa sotto la sabbia, mentre Malta non fa il suo dovere: è una cosa ignobile». Conferma quindi l’offerta di farsi carico di donne e bambini (12 in tutto). «Queste persone – dice – fatele sbarcare, mandatecele qui così daremo uno schiaffo morale e una lezione di umanità all’Europa». E ottiene il plauso del presidente della Camera Roberto Fico: «non possiamo permettere che vengano lasciati in condizioni inaccettabili esseri umani che fuggono da dolore, morte e sofferenza». Il presidente del Pd Matteo Orfini, intanto, lancia una campagna per chiedere al governo di lasciar attraccare le due navi. Ed anche la Chiesa si fa sentire. «La legge del mare – ricorda il vescovo di Mazara del vallo, mons. Domenico Mogavero – ci dice che noi siamo persone tendenzialmente col cuore e con le braccia aperte. Se ci si vuole chiudere il cuore, se ci si vuole incatenare le braccia, ci si costringe a non essere più noi se stessi». Da Bruxelles la Commissione lavora da giorni per ottenere il sì da parte di Stati Ue ad accogliere i 49 delle ong e gli altri 250 salvati da Malta, finora senza risultati. Oggi dalla Germania, riportano alcuni media, arriva una disponibilità ad accogliere i migranti delle due navi, ma serve, spiegano le fonti, una ‘distribuzione bilanciatà per arrivare ad una «veloce soluzione» della vicenda nel quadro della responsabilità e solidarietà europea. Insomma, è la posizione di Berlino, ognuno deve fare la propria parte: Italia, Malta e le altre nazioni. E la Commissione cerca da tempo di comporre il puzzle. A bordo delle due navi si resiste, con la terra ad un passo. Sono 14 giorni per la Sea Watch 3, sette per la ‘Penck’. «Stiamo ancora aspettando un accordo politico», fa sapere Sea Eye, che ironizza: «l’Italia non è Salvinia». Sea Watch «non è un hotspot galleggiante – riferisce l’altra ong – è una nave di soccorso. È necessario procedere alla sbarco immediato di tutti i 32 ospiti soccorsi da 2 settimane». E parte anche un attacco a Di Maio che «dopo 14 giorni di rifiuto di un porto sicuro si rende conto che almeno donne e bambini potrebbero avere diritti umani e chiama l’offerta di prendere solo loro una ‘lezione di umanità’ per l’Ue».

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