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Di Maio “sposa” i gilet gialli, Parigi furibonda: fatevi i fatti vostri

4215078_2020_gilet_gialli_dimaioÈ di nuovo scontro tra Italia e Francia, ma stavolta sul fronte dei gilet gialli. Nel giorno che sancisce la fine delle feste, e forse anche l’inizio della campagna per le europee di maggio, arriva l’inedito assist del governo italiano al movimento francese in lotta contro le politiche del presidente francese Emmanuel Macron. «Gilet gialli, non mollate!» è l’incipit del post pubblicato dal vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, sul Blog delle Stelle.

«Il Movimento 5 Stelle – assicura – è pronto a darvi il sostegno di cui avete bisogno. Come voi, anche noi condanniamo con forza chi ha causato violenze durante le manifestazioni, ma sappiamo bene che il vostro movimento è pacifico». Quindi l’offerta di mettere a loro disposizione alcuni strumenti della piattaforma Rousseau. Poco dopo, arriva anche il tweet anti-Macron dell’alleato leghista Matteo Salvini: «Sostegno ai cittadini perbene che protestano contro un presidente che governa contro il suo popolo ma assoluta, ferma e totale condanna di ogni episodio di violenza che non serve a nessuno».

Due prese di posizione che a Parigi, come prevedibile, non sono piaciute. «La Francia si guarda bene dal dare lezioni all’Italia. Salvini e Di Maio imparino a fare pulizia in casa loro», è il secco commento via Twitter della ministra per gli Affari europei Nathalie Loiseau. Quello dei due vicepremier risulta infatti essere un messaggio senza precedenti, soprattutto per un esecutivo – quello giallo-verde – che ha sempre rivendicato il proprio sovranismo e la propria opposizione a ogni forma di ingerenza di Stati stranieri, a cominciare dalla Francia, nella propria politica interna. E invece, questa volta, forse anche in vista del rinnovo del Parlamento di Strasburgo, Di Maio e Salvini (pur condannando le violenze) si sono concessi uno strappo alla regola.

Nel post pubblicato proprio nel giorno in cui la Francia commemora l’attentato del 7 gennaio 2015 contro la redazione di Charlie Hebdo, il capo politico del M5S critica anche il ministro dell’Interno Christophe Castaner, che non considera i gilet gialli rappresentativi della Francia. «Una dichiarazione che si commenta da sola, di una persona, di una classe politica che non vuole prendere atto della realtà», accusa Di Maio, tornando a invitare il movimento francese a non mollare. Intanto in Francia, Jacline Mouraud, ex portavoce dei ‘gilets jaunes’ cosiddetti moderati, annuncia la creazione del proprio partito politico. Obiettivo della futura formazione battezzata ‘Les Emergents’ è una vasta riforma fiscale e il «ritorno del sociale» nell’agenda politica.

La pasionaria delle casacche gialle non ha voluto commentare l’aperto sostegno giunto da Roma. Oggi peraltro, dopo due giorni di fuga, si è costituito Christophe Dettinger, l’ex campione di Francia dei massimi-leggeri, ripreso in un video mentre nella manifestazione di sabato a Parigi si accanisce contro due poliziotti. In un video su Facebook poco prima di consegnarsi in commissariato il 37enne racconta la sua versione dei fatti. Dice che i primi a colpirlo sono stati gli agenti con i gas lacrimogeni, allora – afferma – «mi è salita la rabbia. Sì, ho reagito male, ma mi sono difeso».

Nel caldo inverno francese, in cui l’arsenale di misure da 10 miliardi di euro annunciate da Macron non sembra aver placato le proteste, l’esecutivo studia una soluzione per uscire dall’impasse, prima del grande dibattito nazionale promesso dal presidente. E per contenere le violenze delle scorse settimane, il premier Edouard Philippe annuncia in tv nuove misure a tutela dell’ordine pubblico. Nei giorni scorsi membri del governo francese avevano evocato, tra l’altro, la possibilità di schedare i casseur in appositi registri.

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