| categoria: editoriale

I sindaci ribelli giocano per Salvini

Alzi la mano chi ha le ideee chiare sul famigerato decreto sicurezza che – a detta dei media – starebbe dividendo il Paese e provocando la rivolta dei sindaci e dei governatori. La sensazione, cercando di leggere tra le righe, è che ci sia di mezzo una grossa mistificazione. E che nessuno abbia reale interesse a fare chiarezza e a far capire come stanno realmente le cose. Non c ‘è nulla da fare, la fetta maggiore dei media, la maggioranza degli operatori della informazione sono – legittimamente , per carità – dalla parte dell’opposizione e sparano a zero con tutte le armi possibili. Un bombardamento incessante che crea un gran polverone. Ma paradosso dei paradossi questa offensiva si sta tramutando in un effetto boomerang. Parliamoci chiaro se solo un anno fa un sindaco si fosse opposto ad una legge dello Stato sarebbe stato crocefisso, denunciato, messo in mora, crocefisso. Ora invece i media sembrano sobillare la rivolta, sembrano spingere alla sollevazione. Ma ottengono l’esatto contrario. Più i vari Orlando, de Magistris e Majorino parlano contro il ministro dell’Interno e annunciano di non applicare il decreto Sicurezza nella parte che riguarda gli immigrati, più il consenso per Matteo Salvini e per il governo cresce. Lo dice con chiarezza il decano dei sondaggisti Nicola Piepoli in una intervista ad Affari Italiani: “La maggioranza dei cittadini italiani sta con il governo e quindi con il ministro dell’Interno e non con i sindaci di sinistra. In questo momento tutto quello che fa il governo è legge. E’ oro, almeno per il 60% dei cittadini. L’esecutivo piace e anche sul tema dell’immigrazione l’esecutivo ha il sostegno della maggioranza del popolo”. Ma allora a che gioco stiamo giocando? Cui prodest questa linea di confronto suicida? Lega e Cinque stelle litigano tra di loro, ma all’esterno si mostrano compatti. Il Partito Democratico che a vario titolo si intesta la disobbedienza dei sindaci di sinistra fa il gioco della maggioranza di governo e soprattutto della Lega di Salvini. Altro paradosso, che i media sembrano ignorare o sottovalutare: la polemica sul decreto Sicurezza e sui migranti ha anche messo in secondo piano i non esaltanti dati economici sulla crescita e sull’occupazione che, comunque, non sono certo imputabili a questo governo nato appena sette mesi fa . La confusione nel raccontare la famosa quota cento per le pensioni, le norme complesse e farraginose del reddito di cittadinanza non aiuta l’opposizione. Eppure il tallone d’Achille del governo giallo-verde tutto sommato è proprio in quella parte del programma di difficile applicazione. Chi pensa che la nebbia attorno alla questione economica sia creata ad effetto da Palazzo Chigi e dintorni sbaglia. Conte, Di Maio e Salvini non sanno veramente che pesci pigliare e avanzano piano come degli apprendisti stregoni quali tutto sommato forse sono sul serio. L’opposizione non è abituata a confrontarsi con un governo di questo tipo e teme ogni giorno di essere scavalcata da qualche sviluppo incontrollato e incontrollabil. E fra pochi mesi si vota per le Europee. Che altro scossone ci aspetta?

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