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La conversione digitale del candidato Zingaretti. Funzionerà?

Di Giulio Terzi
Assemblee, convegni, incontri sul territorio sono indispensabili. Ma per conquistare la guida del Pd serve altro e in fretta. Così Nicola Zingaretti cambia tattica, accanto ai sorrisi e alle strette di mano,ricorre al web. Il governatore del Lazio, in piena corsa per la segreteria dem, ha inaugurato a Roma il suo comitato elettorale e presentato Piazzaweb, una ‘piattaforma democratica’che «poggia su quasi 500 comitati di mobilitazione impegnati per il congresso ma anche nell’indicare all’Italia che c’è un’altra strada possibile, diversa dalle macerie che il governo giallo-verde sta lasciando». Lasciamoci prendere con dolcezza dal messaggio di Zinga, lasciateci sognare: «Sulla piattaforma proporremo dei referendum, sondaggi, quesiti con risposte che ci permetteranno di conoscere l’opinione delle persone, raccogliere idee. Piazzaweb è l’embrione di un nuovo modello di partito moderno che accanto all’attività sul territorio, ci aiuterà a costruire una forza molto più democratica a partecipata». Bellissimo, tutto come prima, è la trasposizione sul web del vecchio, trito, retorico messaggio del vecchio partito. Nulla di innovativo, di rivoluzionario. Dunque il vecchio militante della Fgci che via via ha percorso tutti i gradini all’interno della Nomenklatura del partito da sperimentato animale politico ha adottato le stesse armi dei suoi avversari, la “Rete”. Complimenti, ottima intuizione. Quello che manca è lo scatto in avanti, l’innovazione del pensiero che deve accompagnarsi alla innovazione tecnologica per “bucare”, per convincere. Non deve nutrire lo spirito di corpo dei seguaci, deve fare proseliti, deve sfondare il muro di una opinione pubblica per lo meno indifferente, anaffettiva. E per questo deve avere una marcia in più, deve avere le idee, i progetti, gli slogan giusti per convincere. Sarà tutta colpa dei suoi collaboratori? Mancanza di fantasia? Zingaretti vuole arrivare a diecimila militanti digitali, ma per mandare quale messaggio? Non dimentichiamo Matteo Renzi, sempre in televisione, impegnato allo spasimo nella guerra dei social, con un potente supporto della sua ombra, quell’addetto stampa che lo accompagnava come un’ombra twittando di continuo per il suo capo. Tutto questo lavoro mediatico è servito? Il mondo dorato di Matteo è crollato nel giro di 24 ore, ormai diversi mesi fa. Oggi si ricicla con intelligenza come aujtore/narratore televisivo. Imita alla perfezione gli Angela, padre e figlio e riesce anche ad ottenere un discreto successo in termini di auditel. Zingaretti ha ancora molto da imparare, è evidente. Ma probabilmente arriverà egualmente a Largo del Nazareno. I suoi avversari interni sono più sbiaditi di lui

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