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Maltrattamenti in un asilo di Magliana, maestra sospesa dall’incarico

Sculacciate, schiaffi, urla per rimproverare i bambini e all’utilizzo di punizioni mortificanti con bambini, umiliati, costretti a stare seduti su una sedia, faccia al muro. Ancora maltrattamenti in una scuola a Roma, questa presso la scuola dell’infanzia comunale ‘Pescaglia’ del quartiere Magliana.

Qui i Carabinieri della Stazione di Villa Bonelli, a conclusione di attività d’indagine, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della “sospensione dall’esercizio del pubblico servizio”, emessa dal Tribunale di Roma nei confronti di una insegnante di 54 anni dell’istituto di via Pescaglia per il reato di “maltrattamenti in famiglia aggravato nei confronti dei minori a loro affidati”.

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal GIP del Tribunale di Roma Dottoressa Elisabetta Pierazzi al termine di una complessa attività d’indagine diretta dal pool della Procura della Repubblica coordinato dalla Dottoressa Maria Monteleone.

Secondo quanto accertato attraverso un sistema di intercettazione ambientale audio-video installato nell’aula della sezione ‘tempo pieno’ ove si svolgevano le attività scolastiche dei bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni, l’indagata maltrattava “abitualmente i minori con vessazioni psicologiche e fisiche altamente mortificanti”, rendono noto i militari.

Le indagini hanno permesso di constatare diversi episodi di violenza che l’insegnante compiva, quotidianamente, nei confronti dei piccoli allievi. Almeno 25 le vittime della maestra 54enne raggiunta dalla misura cautelare questa mattina davanti al plesso scolastico.

Le condotte contestate, piuttosto frequenti, avevano creato un vero clima di tensione certamente incompatibile con le finalità educative e in grado di “ledere l’integrità e la serenità dei bambini” che, mostrando un evidente stato di “disagio ed assumendo comportamenti anomali”, avevano messo in allarme i genitori di 5 bambini che, lo scorso ottobre, si sono rivolti ai Carabinieri. E’ il secondo caso in pochi giorni dopo quello ai Castelli Romani.

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