| categoria: sanità Lazio

Fake news sul pronto soccorso di Colleferro

SERVIZI/ Giornale locale lancia caso di malasanità, la Asl smentisce e denuncia

Una donna che accusava dei forti dolori alla schiena sarebbe rimasta diverso tempo in attesa di essere ricoverata. Dopo il ricovero, sarebbe stata costretta a sdraiarsi a terra in attesa dell’arrivo di una barella. La notizia viene dallo sfogo di una parente su Facebook ripresa e riportata da un quotidiano locale on line . Ma l’Azienda non lascia passare la cosa sotto silenzio, E’ una pericolosa fake new. In riferimento alla notizia dal titolo “Ospedale Colleferro, mancano le barelle: paziente costretta a sdraiarsi per terra in attesa di barelle”, la Direzione Strategica della Asl Roma 5 ha comunicato in una nota che “è stata immediatamente aperta una indagine interna per chiarire quanto riportato dalla testata giornalistica”, dice una prima nota. In serata arriva la smentita netta e decisa della notizia, definita appunto una vera e propria “fake new”. Il secondo comunicato fornisce i dettagli sull’assistenza prestata alla donna. “In merito all’evento occorso in data odierna alla paziente D.P.S., si relaziona quanto segue: la signora giungeva al Pronto Soccorso di Colleferro autonomamente alle ore 04,12 identificato codice di priorità: verde; alle ore 6,22 veniva effettuata visita dal medico in turno e somministrata terapia per una sintomatologia riconducibile a lombosciatalgia sinistra; la paziente rimaneva all’interno del P.S. in carrozzina sotto la sorveglianza del personale. La stessa successivamente si portava fuori dall’area accomodandosi sulle panchine dell’area Triage ove il personale la invitava nuovamente a rientrare nell’area dalla quale era uscita volontariamente”. “Si precisa – prosegue la nota della direzione aziendale – che a disposizione ed in dotazione del P.S. vi sono 14 barelle funzionanti a cui si devono aggiungere altre barelle messe a disposizione della Direzione sanitaria e presenti all’interno del Presidio Ospedaliero. La paziente rimaneva in PS dove venivano effettuati esami radiografici, praticata terapia sintomatica con antalgici, cortisonici, gastroprotettori, e dimessa per il miglioramento delle condizioni cliniche e della sintomatologia alle ore 13,34 con prescrizione di 10 giorni di riposo e terapia e controllo dal medico curante”. “Peraltro il familiare che accompagnava la signora ha ringraziato il personale sanitario per l’assistenza ricevuta”. L’Azienda, in ordine ai fatti narrati nel testo giornalistico pubblicato in data odierna sul quotidiano online “Casilina news” , “si riserva ogni opportuna azione a propria tutela e a tutela del proprio personale”. Tanto rumore per nulla, forse si poteva evitare.

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