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VITERBO/ Focus della Asl sui disturbi dello spettro autistico

convautismook-433x450Di WANDA CHERUBINI

Autismo, un disturbo psichico che purtroppo si registra sempre più spesso nel nostro paese. Nella Tuscia il problema è particolarmente sentito, e nel Lazio strutture idonee per la cura e la gestione di questa patologia si contano sulle di una mano. I ragazzi viterbesi autistici sono costretti ad emigrare ad Arezzo, ad esempio, con tutte le conseguenze negative che questo comporta, con familiari costretti a viaggiare per stare vicino ai propri figli. Da qualche tempo a Viterbo c’è un’associazione, “Campo delle rose”, che cerca di creare una struttura per questi soggetti in modo tale che i ragazzi viterbesi con autismo possano tornare nella loro città. Franca Sassara, del “Campo delle Rose”, è la mamma di Andrea, ragazzo 28enne autistico, che spiega: “E’ importantissimo sentire che la città ci è vicina, visto che siamo stati in passato rifiutati dal territorio. Quello che manca è l’assistenza per il disabile grave. Ci sentiamo ora intanto aiutati, riaccettati e ben accolti. Il nostro intento è quello di far passare le giornate ai nostri ragazzi in situazioni di lavoro protetto. Abbiamo figli che sono pazienti sanitari. Le grandi associazioni hanno ottenuto una legge del 2015 in cui si garantiva assistenza sanitaria per i nostri figli, ma questa legge non è mai stata finanziata. A Viterbo non abbiamo avuto assistenza e ciò che ci sanno dire è solo: chiamate i Carabinieri, in caso di bisogno. Fuori regione ci sono realtà di carattere sanitario, non a scopo di lucro, per i nostri ragazzi, ma dobbiamo avere queste realtà sul nostro territorio. Quella che vorremmo, quindi, è costruire a Viterbo, sarebbe la prima struttura in tutto il Lazio”. Molte le iniziative che finora hanno permesso di raccogliere dei fondi per questo importante progetto. Anche la Asl di Viterbo pone da tempo l’accento su questa malattia ed ha organizzato questa mattina, sabato 12 gennaio, presso la sala conferenze dell’Ordine dei medici di Viterbo, il corso Ecm “L’individuazione precoce dei disturbi dello spettro autistico, la costruzione della rete”.
L’iniziativa, organizzata dalla Asl di Viterbo, dall’Ordine dei medici della provincia e dalla Federazione italiana medici pediatri del Lazio, con i responsabili scientifici del corso Vincenzo Di Gemma e Poalo Gianni Giampietro, rappresenta la seconda tappa di un percorso formativo avviato lo scorso mese di giugno. “L’evento – ha spiegato Di Gemma – vuole realizzare un ulteriore momento di confronto e di definizione degli aspetti clinici e organizzativi che consentano di formalizzare la collaborazione tra i pediatri di libera scelta e i servizi presenti sul territorio, delle unità operative Tsmree e Psicologia, che si occupano di diagnosi e del trattamento del disturbo dello spettro dell’autismo nei bambini”. Il corso mira a fornire agli operatori gli strumenti per identificare precocemente e trattare i bambini che stanno sviluppando o potrebbero sviluppare tale disturbo. “E’ fondamentale – ha precisato Di Gemma – che, attraverso una migliore conoscenza di alcuni indicatori comportamentali, sia possibile, non soltanto la diagnosi precoce, ma anche il riconoscimento dei bambini a rischio. Ormai da diversi anni, in base ai risultati degli studi scientifici, si è evidenziato che si possa ridurre in modo significativo l’impatto del disturbo, e consentirne una migliore evoluzione futura, attraverso l’identificazione dei soggetti a rischio, la tempestiva messa in atto di interventi terapeutici/educativi appropriati e la costruzione della rete tra i servizi della sanità, i nidi, la scuola e la famiglia”.
Da qui l’importanza dei pediatri di libera scelta, che si pongono in una posizione privilegiata e strategica per l’individuazione nelle fasi precoci delle atipicità nello sviluppo del bambino e rappresentano, allo stesso tempo, un punto di riferimento e di sostegno per i genitori per promuovere l’attuazione dei percorsi diagnostici e terapeutici, fondati su basi scientifiche, che dovranno essere intrapresi.
“I servizi che si occupano di diagnosi e cura – ha concluso il direttore scientifico del corso – devono garantire, a loro volta, la capacità di gestione organizzativa e la competenza dei professionisti. È, quindi, imprescindibile che i pediatri di libera scelta e gli operatori delle strutture diagnostiche e terapeutiche del territorio si incontrino, si conoscano e si costruiscano come capitale professionale dedicato”.

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