| categoria: Roma e Lazio

L’Ama mette in strada 300 netturbini in più

Mancano, nell’ordine, il bilancio, il piano industriale promesso da due anni, il contratto di servizio nuovo e soprattutto una visione chiara di come chiudere il ciclo dei rifiuti. Ecco perché l’immagine dell’Ama è una macchina ingolfata che non riparte. Ed ecco perché l’esercito di netturbini che l’amministrazione vuole schierare nelle strade verrà arruolato nei centri per l’impiego, senza concorsi o talent che farebbero passare troppo tempo. Mentre da quando è andato a fuoco l’impianto Tmb Salario lo scorso 11 dicembre, non c’è tempo da perdere e servono più mezzi e persone dedicate alla raccolta differenziata. I trecento addetti che arriveranno per i primi di febbraio, dopo l’approvazione del bilancio, con questa chiamata alle armi sostituirebbero in un colpo solo quelle circa 120 persone che vanno in pensione ogni anno e non vengono sostituite per colpa del blocco delle assunzioni. E farebbero lievitare l’organico a 8 mila persone. Quanto è oggi l’organico completo di Ama? Non è dato saperlo perché l’amministrazione mantiene il più stretto riserbo sui numeri relativi agli assenteisti pizzicati e annotati nel dossier preparato per la Procura. Ma serve l’approvazione del bilancio anche per nuovi ingressi aziendali tipo il direttore generale. Come per capire cosa può fare internamente l’azienda visto che i bandi per appaltare fuori i servizi essenziali sono ad oggi fondamentali. A questo si aggiunge il furto di ieri che fa apparire l’azienda debole e non presidiata. Due nomadi di 24 e 50 anni sono stati sorpresi a rubare del materiale elettrico e alcune batterie in disuso, custodite nell’isola ecologica vicino a via Teano. Inoltre il processo di digitalizzazione dell’azienda è costellato di problemi. Tutti i dipendenti sono stati dotati di uno smartphone personale con cui dovranno comunicare tutte le attività aziendali, compresa la richiesta di un giorno di ferie. Il personale è stato avvisato. Nel nuovo contratto di servizio Ama ci sono sanzioni precise. E a risponderne, come anticipato dal Messaggero, saranno i lavoratori. Sono previsti tagli ai compensi dei dirigenti, ma anche ai netturbini. E saranno risorse sottratte al fondo per il salario accessorio dei dipendenti. Anche il rapporto con il personale è una delle tante preoccupazioni che sono emerse in modo acceso nella lunga riunione di maggioranza andata in scena venerdì sera nella Sala delle Bandiere. Era presieduta dal consigliere Roberto Di Palma e c’erano anche l’ad Lorenzo Bagnacani e l’assessore Pinuccia Montanari che alcuni danno di nuovo in bilico dopo l’analisi della disastrosa gestione natalizia. Dalla riunione sarebbero dovute emergere le direttrici del documento unico con cui la maggioranza affronterà il consiglio straordinario sui rifiuti in programma martedì 15 gennaio. Non c’è accordo perché i consiglieri sono spaccati su come affrontare la situazione. Il presidente della Commissione di riferimento Daniele Diaco è per promuovere a pieni voti la gestione Montanari. Altri, e sono circa una decina, chiedono una svolta totale, «un colpo di frusta», e quindi anche la rimozione dell’assessore.

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