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Raggi, nuovo assessorato affidato a un fedelissimo. Ma i grillini non gradiscono

Nessun cambiamento è indolore. Si guadagna qualcosa, si perde qualcos’altro. La regola vale anche in Campidoglio: con l’ultima novità – è di venerdì sera la nomina ad assessore del delegato al Personale e capo della segreteria politica Antonio De Santis – la sindaca Virginia Raggi ha premiato uno dei professionisti che durante la prima metà del mandato meglio si è comportato a palazzo Senatorio. Poi ci sono i consiglieri pentastellati, i loro dubbi. I loro mal di pancia. Nulla da dire sulle qualità del tecnico, quanto sulle modalità della scelta e sui suoi possibili effetti.

Le chat grilline ribollono e la solita narrazione 5S di una maggioranza sempre compatta improvvisamente vacilla. I messaggi di cui Repubblica è entrata in possesso raccontano le reazioni di Teresa Zotta e Alessandra Agnello, rispettivamente indaffarate presidenti delle commissioni Scuola e Lavori pubblici, all’annuncio affidato a Telegram dalla prima cittadina alle 21.12 di venerdì.
Ecco la notizia: De Santis entra nell’esecutivo capitolino prendendo parte delle deleghe alla scuola dell’assessora Laura Baldassarre e la gestione dei servizi anagrafici dalla titolare del dossier Roma Semplice, quella Flavia Marzano ora depotenziata che commenta così il rimpasto: “Sto per lasciare il Comune? Non mi risulta ” . Ma torniamo ai consiglieri. Hanno il dente avvelenato, perché ora gli uffici dovranno interfacciarsi con tre figure diverse: con Laura Baldassarre per i progetti per gli studenti, con Margherita Gatta e lo staff dei Lavori pubblici per quanto riguarda il capitolo manutenzioni e con la new entry Antonio De Santis per tutto ciò che riguarda il personale.

Una situazione che non piace a Teresa Zotta, eletta 5S ed ex vicepreside del liceo Mameli che sull’istruzione è impegnatissima. Sempre in prima linea e particolarmente suscettibile a tutti i cambiamenti che riguardano il suo settore. Il messaggio pubblicato ieri mattina nella chat dei colleghi: “Sono contenta per Antonio”, è l’esordio. Poi la bocciatura. La prof del gruppo grillino è imbufalita per “l’ulteriore frantumazione dell’assessorato alla Scuola” e attacca: “Continuo a non capire la ratio. Ovviamente quando sarà definito il tutto (le novità verranno ufficializzate la prossima settimana, ndr) chiederò una riunione con tutti gli assessori coinvolti”.

Un vertice per “evitare che ci sia il solito giochetto “non è competenza mia” o “è responsabilità di” perché dalle mie parti si dice che quando ci sono troppi sagrestani la chiesa resta aperta. Ed è quello che è successo fino ad ora”.

A darle man forte arriva Alessandra Agnello: ” Riconoscendo ad Antonio apprezzabile disponibilità soprattutto al confronto io penso che diventando assessore lo perderemo (sob!)”. Un’osservazione che fa pensare a difficoltà di comunicazione tra l’autrice e Margherita Gatta, sua assessora di riferimento. Poi la conclusione, riprendendo le parole di Zotta: “Per quanto riguarda la scuola non concordo con lo spezzettamento, che senso ha? Come sempre ci sfuggirà qualcosa”. Nel mezzo, in questo caso voce fuori dal coro, si registra il via libera del presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito – sono finiti i tempi dei bisticci tra raggiani e ortodossi – all’operazione: “Molto bene, sì”. Sms senza replica, anche perché in molti pensano di essere stati scavalcati con l’ennesima decisione presa senza la minima condivisione.

Le risposte, chissà, arriveranno quando l’operazione rimpasto sarà completata. Radio Campidoglio, frequenza più che mai calda nelle ultime ore, preannuncia altri cambi in Sala delle Bandiere. Tra le assessore che rischiano c’è anche la titolare del Patrimonio, Rosalba Castiglione. Mentre restano sempre sotto osservazione Pinuccia Montanari e Margherita Gatta. La prima, nonostante la sponsorizzazione di Beppe Grillo, rischia di pagare l’emergenza rifiuti che sta costando decine e decine di commenti negativi sotto ai post dei consiglieri. Il futuro della seconda dipenderà dalla gestione delle buche di Roma. Militari, detenuti, droni, accordi con il ministero delle Infrastrutture: se nessuna di queste carte funzionerà, l’assessora dovrà tirare fuori il jolly per salvare la poltrona.

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