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Bufera su ‘Libero’. Di Maio: “Idiozie. Fatto bene a tagliare fondi”

Editoria: Crimi, ignobile titolo omofobo 'Libero,stop fondiCrimi ha avviato la procedura che azzererà i finanziamenti.

Bufera sulla prima pagina di Libero che oggi titola: “Calano fatturato e pil ma aumentano i gay”.”Abbiamo fatto bene o no a tagliare i fondi a giornali del genere? Scriveranno queste idiozie senza più un euro di fondi pubblici. Vito Crimi ha avviato la procedura che azzererà i finanziamenti pubblici entro i prossimi tre anni”, scrive il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook.

Odg, caso Libero al Consiglio di disciplina – “Ciò che viene stampato rimane. Premesso che il presidente Carlo Verna ha già disposto la segnalazione al Consiglio di Disciplina competente nei confronti di Pietro Senaldi, nell’esprimere lo sdegno per il titolo odierno di Libero ‘calano fatturato e Pil ma aumentano i gay’, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti invita tutta la redazione del quotidiano a riflettere sulle sagge parole del dirigente scolastico del liceo scientifico Oriani di Ravenna che non ha cancellato la scritta ‘il preside è gay’ ritenendola ‘pietra d’inciampo’ per l’intelligenza umana”. E’ quanto si legge in una nota del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti.

Fnsi, legittime critiche a Libero, non ritorsioni – “Il ministro Luigi Di Maio e il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi continuano ad avere un approccio sbagliato nei confronti del mondo dell’informazione. La giusta condanna di ogni forma di discriminazione e del linguaggio offensivo delle diversità, al quale si abbandona oggi il titolo di apertura del quotidiano Libero, non può giustificare in alcun modo la rivendicazione del ministro e del sottosegretario di cancellare qualsiasi forma di sostegno all’editoria”. Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana. “Trasformare critiche legittime e condivisibili in provvedimenti di carattere ritorsivo è sbagliato, oltre che ingiusto. Il modo migliore per affrontare il problema – continuano i vertici Fnsi – è quello di ragionare di riforma dell’editoria legando qualsiasi forma di sostegno non soltanto al rispetto delle norme di legge e dei contratti nazionali di lavoro, ma anche all’osservanza degli obblighi imposti dalla legge e dalle carte deontologiche dei giornalisti, che vietano e sanzionano qualsiasi forma di discriminazione delle diversità e delle minoranze. L’atteggiamento del governo è invece quello tipico di chi vuole usare il manganello contro un’intera categoria di professionisti per consumare vendette e regolamenti di conti anche con chi le regole le ha sempre rispettate”.

Giulia Grillo, Libero fomenta l’odio – “Prima contro i terroni, ora contro i gay. Libero è tornato indietro di 50 anni nel dibattito politico. Peccato, questa non è libera stampa, ma sono libere cavolate! Giusto che le nostre tasse non vadano a chi fomenta l’odio”. Così, con un tweet, il ministro della Salute, Giulia Grillo, commenta la prima pagina odierna del quotidiano.

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