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WEEK END: MOSTRE, DA WARHOL A VASARI E MORBELLI

A Milano l’omaggio a Paolo Grassi a 100 anni dalla nascita Dalla rivoluzione della Pop Art di Warhol a Monza al ruolo di Grassi nel teatro italiano a Milano, e poi un dipinto ritrovato di Vasari a Roma, la pittura sacra tra ‘500 e ‘700 a Ferrara e lo sguardo contemporaneo di Skoglund a Torino: ecco alcune delle mostre più interessanti del prossimo fine settimana. MILANO – Gli incontri illustri, i viaggi e le tournée, la storia personale e il rapporto con Strehler, il confronto con la politica di uno dei protagonisti del teatro italiano del ‘900: è la mostra «Paolo Grassi. Diari e percorsi di un grande organizzatore teatrale 1919-2019», dal 26 gennaio al 24 marzo Palazzo Reale. In un percorso composto da un nutrito apparato fotografico, l’esposizione documenta a 100 anni dalla nascita la figura del fondatore del Piccolo di Milano (nel 1947, insieme a Strehler e Vinchi) ma anche i principali avvenimenti dell’epoca. Una attenta monografica dedicata a Morbelli, protagonista del Divisionismo italiano, è ospitata dalla Galleria Bottegantica dal 25 gennaio al 16 marzo. Allestita per il centenario della morte dell’artista, la mostra «Angelo Morbelli. Luce e colore» presenta una selezione di opere, alcune mai esposte, che ne documentano la carriera e le tematiche da lui indagate, con particolare attenzione al realismo sociale e ai paesaggi. MONZA – Dalle serie dedicate a Jackie e John Kennedy a quelle consacrate al mito di Marilyn Monroe, dalla riproduzione seriale degli oggetti di uso quotidiano alla riflessione sulla musica: il mondo del padre della Pop Art arriva alla Reggia di Monza Orangerie, dal 25 gennaio al 28 aprile, nella mostra «Andy Warhol. L’alchimista degli anni Sessanta». Il percorso presenta 140 opere che raccontano la figura dell’artista ma anche il rapporto con la società dei consumi e l’evoluzione della cultura americana. FERRARA – Nell’ambito del progetto L’arte per l’arte, si apre il 26 gennaio la mostra «Dipingere gli affetti. La pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento», allestita nelle sale del Castello Estense. In un viaggio nel tempo, dal tramonto del dominio estense fino al secolo dei Lumi, l’itinerario espositivo si focalizza su alcuni protagonisti dell’epoca, come gli artisti Ippolito Scarsella detto Scarsellino e Carlo Bononi, Giuseppe Mazzuoli detto il Bastarolo e Giuseppe Avanzi. ROMA – A Palazzo delle Esposizioni dal 26 gennaio al 31 marzo «Testimoni dei testimoni. Ricordare e raccontare Auschwitz», mostra nata dalla collaborazione tra il collettivo di artisti Studio Azzurro e un gruppo di studenti dei viaggi della memoria. L’esposizione, che il 27 gennaio nel Giorno della Memoria sarà a ingresso gratuito, propone allo spettatore un percorso fisico e mentale per mantenere vivo il ricordo della Shoah. Circa 100 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, accanto a materiale documentario, videoinstallazioni, documenti fotografici e filmici, compongono «Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione», in programma alla Galleria d’Arte Moderna di Roma dal 24 gennaio al 13 ottobre. La mostra riflette sulla figura femminile attraverso artisti che hanno rappresentato e celebrato le donne nelle diverse correnti artistiche tra fine Ottocento, lungo tutto il Novecento e fino ai giorni nostri. Dal 25 gennaio al 30 giugno la Galleria Corsini accoglie «Vasari per Bindo Altoviti. Il Cristo portacroce», l’opera che l’artista realizzò nel 1553. Presentato per la prima volta al pubblico e riscoperto grazie a Carlo Falciani, il dipinto costituisce uno dei vertici della produzione dell’artista aretino e uno degli ultimi dipinti realizzati a Roma prima della sua partenza per Firenze. Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Gnam il 22 gennaio si apre la mostra «Joint is Out of Time», allestita fino al 2 giugno. Con le opere di Elena Damiani, Fernanda Fragateiro, Francesco Gennari, Roni Horn, Giulio Paolini, Davide Rivalta e Jan Vercruysse l’esposizione ridefinisce e rinnova l’attuale allestimento della collezione permanente. TORINO – La mostra «Sandy Skoglund. Visioni Ibride», prima antologica dell’artista statunitense Sandy Skoglund (1946), si inaugura a Camera Centro Italiano per la Fotografia il 24 gennaio. Allestita fino al 23 marzo, la mostra riunisce lavori dal grande impatto evocativo, che vanno dagli esordi nei primi anni Settanta a «Winter», opera ancora inedita alla quale l’artista ha lavorato per oltre dieci anni.

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