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Processateci tutti

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Diciotti, Conte: me ne assumo la responsabilità. Salvini: rischio terroristi sulla nave

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Sulla vicenda Diciotti è stata seguita la linea politica del governo, quindi «mi assumo la piena responsabilità politica di quello che è stato fatto. Non sarò certo io a suggerire ai senatori cosa votare, saranno i senatori che giudicheranno la linea politica del governo». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte rispondendo a una domanda sull’autorizzazione a procedere contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini per il caso dei migranti a bordo della nave Diciotti, aggiungendo che se avesse ritenuto illegittima la linea seguita «sarei intervenuto».

A bordo della Diciotti, la nave della Guardia costiera con a bordo 177 persone soccorse lo scorso agosto, c’era la possibilità che ci fossero infiltrazioni terroristiche e/o criminali, hanno sostenuto oggi funzionari del Viminale davanti ai magistrati siciliani, nell’inchiesta che vede indagato il ministro dell’interno «anche se la ricostruzione del Tribunale dei Ministri non ne ha tenuto conto». Lo rilevano fonti del Viminale.

È stato il premier Giuseppe Conte al vertice ‘Med7’ di Cipro, a comunicare l’uscita dall’impasse: Germania, Francia, Portogallo, Romania e Malta si sono detti pronti a prendere una quota degli ‘ospitì della Sea Watch. In serata vertice a Palazzo Chigi con Conte ed i vicepremier Salvini e Di Maio per decidere i passi successivi. Probabile l’ok allo sbarco. «L’Italia – ha detto il premier – vive adesso un ennesimo caso emergenziale che denuncia l’incapacità di gestire con meccanismi condivisi questo fenomeno sul quale l’Europa rischia di implodere. Colgo l’occasione per manifestare un ringraziamento ai Paesi amici che hanno dato disponibilità nella prospettiva di una redistribuzione» dei migranti«.

La disponibilità è arrivata da Macron »(che ha però tenuto a sottolineare «il principio dello sbarco nel porto più vicino, cioè l’Italia»), dunque, ma non dallo Stato di bandiera della Sea Watch, l’Olanda, che ha ribadito: «non siamo obbligati» ad accettare il trasferimento dei migranti. Salvini ha preso atto: «era il nostro obiettivo. Fino a ieri l’Europa se ne fregava; guarda caso nelle scorse ore la Commissione europea ha cominciato a muoversi, la Germania ha offerto disponibilità. Vuole dire che la nostra linea paga». La linea è quella del «porti chiusi». Per contestarla il Pd ha presentato un esposto alla procura di Siracusa contro il Governo. Il divieto di sbarco, secondo i Dem, configura «una illegittima privazione della libertà personale» per le persone salvate. Il procuratore del capoluogo siracusano Fabio Scavone si è tirato indietro: «la decisione dello sbarco – ha sottolineato – non spetta a me. Io posso solo verificare se ci sono condizioni igienico sanitarie di assoluta carenza che possano determinare l’inidoneità della nave alla navigazione o a consentire l’ulteriore permanenza a bordo delle persone. Valutiamo giorno per giorno».

La speranza della Sea Watch era riposta nella Cedu, a cui aveva chiesto «misure urgenti» per «porre fine alla violazione dei diritti fondamentali prefigurata dal fatto di impedire l’ingresso nel porto della nave e lo sbarco di tutte le persone a bordo». I giudici di Strasburgo hanno esaminato il caso, valutando anche la memoria difensiva del Governo italiano secondo cui la «giurisdizione appartiene all’Olanda», dove andrebbero trasferiti i 47 a bordo della nave. La Corte, nella sua pronuncia, si è limitata a chiedere all’Italia di «prendere il prima possibile tutte le misure necessarie per assicurare ai ricorrenti cure mediche adeguate, cibo e acqua». E la prefettura ha disposto proprio oggi l’invio di un bagno chimico. Per i minori non accompagnati ha sollecitato il Governo a garantire anche una «tutela legale» adeguata. Ma non ha accolto la richiesta di ordinare all’Italia lo sbarco dei migranti.

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