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GILET GIALLI RESTANO COMPATTI, ANCORA SCONTRI A PARIGI

Più gilet gialli a Parigi, meno in provincia, ma il movimento – giunto oggi al 12/o atto della sua protesta – tiene duro. I leader della piazza si sono compattati nella capitale, dove oggi c’è stato il corteo più numeroso, 14.000 persone, per rendere omaggio alle «teste rotte», i feriti. E in prima fila c’erano loro, quelli che hanno perso un occhio o che hanno la gamba ingessata. Ma a place de la Republique sono tornati i casseur, protagonisti di violenti scontri con la polizia. Erano 58.600 i gilet gialli in tutta la Francia, contro 69.000 della settimana scorsa. Ma a Parigi erano 14.000 e i conti sono stati fatti, per la prima volta, da un organismo indipendente e non dalla polizia. Il movimento è apparso compatto e deciso ad andare avanti, almeno fino al 15 marzo, giorno in cui si concluderà il Grande dibattito nazionale voluto da Macron. Ma la maggior parte vuole andare avanti fino alle europee, anche se i leader in campo oggi si sono ricompattati proprio sul «no» alla svolta politica del movimento, le quattro liste che vari leader vogliono presentare alle europee. A Parigi hanno sfilato insieme, nonostante i dissensi degli ultimi tempi, Eric Drouet, Priscillia Ludosky e Maxime Nicolle, alias Fly Rider. La manifestazione era dedicata ai feriti, in particolare quelli dalle controverse flash-ball. E in prima fila c’era Jerome Rodrigues, il gilet giallo braccio destro di Eric Drouet che la settimana scorsa è stato gravemente ferito all’occhio da uno di questi proiettili antisommossa. In tutto sono almeno una settantina, secondo fonti giornalistiche, le persone che in queste settimane lamentano danni permanenti provocati da granate assordanti e proiettili di gomma. E altri ce ne sono stati oggi, a cominciare da un manifestante ferito alla bocca e portato d’urgenza in ospedale, e di Louis Boyard, presidente dell’Unione nazionale dei liceali, che è stato portato via da un’ambulanza per ferite a una gamba. Il corteo – per la prima volta un percorso unico era stato previsto a Parigi – si è snodato dal XII arrondissement fino a place de la Republique, passando per la Bastille. All’arrivo, quando la polizia ha dato ordine di dispersione, sono scoppiati gli abituali disordini: cassonetti in fiamme, edicole danneggiate, pensiline in frantumi, lancio di fumogeni, sassi, bastoni contro la polizia, risposta degli agenti con lacrimogeni e armi antidisordine. Verso sera, la piazza era divisa in due, una parte pacifica, in sit-in, impegnata a cantare e a gridare gli slogan del movimento, un’altra dedita agli scontri e alla battaglia contro la polizia. La serata è sfociata in una «notte gialla» con pochi partecipanti ma in un’atmosfera più calma. In provincia, partecipazione in ribasso. A Valence, nel sud-est, nonostante la pioggia, 4.500 manifestanti hanno dato vita al raduno più importante oggi in provincia. Diciotto i fermi e moltissimi i sequestri di armi e armi improprie (fra cui una sciabola e un machete). Qualche lacrimogeno a fine corteo ma in serata tutto era tornato calmo.

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