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Verso il Baglioni bis, aria d’austerity anche all’Ariston

Claudio Baglioni

Claudio Baglioni

Preceduto dalle polemiche sul presunto ‘cerchio magico’ di Claudio Baglioni, atteso come l’evento televisivo (e social) per eccellenza, il primo Sanremo dell’era giallo-verde al governo si prepara a tagliare il 5 febbraio il traguardo della 69/a edizione puntando a laurearsi come uno dei più ‘oculati’ dell’ultimo decennio sul fronte delle spese. Se negli ultimi anni, infatti, il modello produttivo ha già garantito un bilancio in attivo, per il 2019 la policy di razionalizzazione e contenimento dei costi voluta dall’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini ha interessato direttamente anche la voce ‘cast fisso e ospiti’. Tradotto, se il compenso di Baglioni come conduttore e direttore artistico – dopo il boom di ascolti del 2018, con una media di circa 11 milioni di spettatori e del 52% di share – è rimasto ‘bloccato’ sui 585 mila euro dell’anno scorso, sarebbero stati ritoccati al ribasso anche i cachet dei due co-conduttori, Claudio Bisio e Virginia Raffaele. A quanto si apprende, l’accordo finale avrebbe garantito all’ex volto di Zelig, che è anche autore delle sue performance, un assegno da 400 mila euro (80 mila euro a serata), all’attrice da 350 mila (70 mila a serata). L’anno scorso si parlò di 350 mila euro per Pierfrancesco Favino (al ‘debutto’ esclusivamente come conduttore) e di 420 mila circa per Michelle Hunziker (che fu però ingaggiata a gennaio, mentre la Raffaele sarebbe al lavoro sul progetto già da ottobre).
Il tetto riguarda anche gli ospiti, che saranno – salvo sorprese dell’ultima ora – per la stragrande maggioranza italiani: per un festival ‘autarchico’ si andrebbe dai 10-20 mila a un massimo di 50 mila euro. L’esborso complessivo per la conduzione e per gli ospiti si aggirerebbe su poco più di 500 mila euro a serata, per un totale di 2,6 milioni per le cinque puntate. Una voce paragonabile soltanto ai primi due Sanremo dell’era Carlo Conti, che furono completamente made in Rai.
Il Baglioni bis si piazzerebbe così sul podio dei festival più virtuosi dell’ultimo decennio che ha visto diverse edizioni più costose, a partire dal 2009, con Paolo Bonolis alla conduzione (3,2 milioni per cast fisso e ospiti), poi con i festival condotti da Fabio Fazio per i quali l’esborso sarebbe stato tra i 2,9 e i 3,2 milioni, cifre non molto diverse da quelle tirate fuori dalla Rai per i due festival targati Gianni Morandi (3,3 e 3 milioni per conduttori e ospiti). Nel complesso, il Festival 2019 dovrebbe mantenere gli stessi costi dell’edizione 2018, circa 17 milioni (compresi i 5 milioni circa della convenzione con il Comune di Sanremo) e puntare a ricavi record, superiori anche ai 25 milioni dell’anno scorso, come ha anticipato alla conferenza stampa di presentazione la direttrice di Rai1 Teresa De Santis. La macchina del festival, intanto, gira a pieno ritmo: una folla di curiosi e fan è già assiepata in queste ore attorno all’Ariston, dove nel pomeriggio sta provando Andrea Bocelli, superospite della prima serata di martedì 5 febbraio, quando sul palco – dove vinse esattamente 25 anni fa tra le Nuove Proposte, con ‘Il mare calmo della sera’ – salirà con il figlio Matteo.
Nella pattuglia degli ospiti musicali già annunciati anche Luciano Ligabue, Eros Ramazzotti, Antonello Venditti, Elisa, Giorgia, Alessandra Amoroso. All’Ariston torneranno anche Favino e Hunziker, dopo il trionfo dell’anno scorso mentre Pippo Baudo e Fabio Rovazzi si affacceranno con ogni probabilità come ‘padrini’ dei due vincitori di Sanremo Giovani, Einar e Mahmmod, che hanno conquistato di diritto un posto tra i 24 Big che, in un’unica categoria, si sfideranno per la vittoria. All’Ariston è atteso anche Claudio Santamaria, componente per una serata di quel ‘quartetto Cetra’ con gli altri tre conduttori evocato da Baglioni. Tra gli omaggi, un posto d’onore spetterà a Mia Martini: l’occasione sarà il lancio della fiction Io sono Mia, interpretata da Serena Rossi, che probabilmente canterà Almeno tu nell’universo. Performance canora in vista anche per Michele Riondino e Laura Chiatti, sulle note di Lucio Battisti e di Un’avventura, titolo del loro nuovo film in uscita il 14 febbraio.

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