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AOGOI A GRILLO SU PUNTI NASCITA, ‘RIFLESSIONE MA NON SI TORNI INDIETRO’

I ginecologi intervengono nel dibattito sui punti nascita. «Siamo certamente d’accordo con il ministro della Salute che ogni riforma comprende fasi di programmazione, attuazione e di verifica. Quindi l’idea di fare una profonda riflessione sulla ponderazione dei rischi, nell’interesse primario delle mamme e dei neonati è ottima, ma non vorremmo tornare indietro su posizioni acquisite che sono state determinate dai dati ottenuti nelle varie realtà italiane». Lo dichiara la Aogoi, Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani, dopo le affermazioni dei giorni scorsi del ministro Giulia Grillo sulla necessità di una riflessione sulla rimodulazione della rete dei punti nascita all’interno del Patto per la Salute. «Il problema dei punti nascita non può né deve sottostare a logiche politiche o di costi economici, ma deve essere affrontato considerando, prima di ogni altro aspetto, la sicurezza delle donne e dei bambini. Alcuni standard di sicurezza rimangono imprescindibili da qualunque revisione – afferma Elsa Viora, presidente Aogoi – Per esempio, la presenza h24 in guardia attiva dell’intera équipe che comprende le figure professionali di medico ostetrico-ginecologo, ostetrica, neonatologo/pediatra, anestesista, con le necessarie risorse strutturali e strumentali. Il numero di parti/anno per punto nascita è un elemento indispensabile affinché l’équipe abbia la competenza necessaria, che dipende sia dall’esperienza, sia da un programma di formazione professionale continua ed appropriata». «Il grande lavoro che il Comitato Percorso nascita nazionale ha fatto dal 2010 non va dimenticato: il monitoraggio continuo dell’appropriatezza, sicurezza e qualità dell’intero percorso nascita fornisce importanti elementi di riflessione», aggiunge Viora. La gravidanza e il parto – ricordano i ginecologi – sono eventi fisiologici nella vita di una donna ed è perciò indispensabile che ogni intervento assistenziale proposto alla donna in gravidanza sia preceduto da una valutazione accurata dei benefici per la mamma ed il bambino.Inoltre una gravidanza può essere definita come ‘fisiologicà solo ‘a posteriorì, cioè quando l’evento gravidanza/parto è terminato e sia la mamma che il neonato stanno bene. «Crediamo sia essenziale fornire alle donne tutte le informazioni per una scelta consapevole e condivisa – prosegue la presidente Aogoi – Pur partendo dal presupposto che la gravidanza fisiologica è definita come tale solo a posteriori, vi sono elementi che consentono di focalizzare fattori di rischio, presenti in una limitata percentuale di gravidanze. Questi elementi devono essere individuati in modo appropriato e tempestivo per poter offrire alla donna un percorso assistenziale adeguato con accertamenti addizionali, con l’intervento di figure professionali che abbiano competenze specifiche di quella patologia». Purtroppo, anche quando nessun fattore di rischio è stato evidenziato durante la gravidanza, né è presente all’inizio del travaglio, eventi sfavorevoli inattesi e imprevedibili possono insorgere durante il travaglio o nelle prime ore dopo il parto, anche se gli operatori sanitari presenti, medico ed ostetrica, sono esperti. È vero che questi eventi sono rari, ma quando si verificano è indispensabile intervenire tempestivamente con risorse organizzative, umane e strumentali adeguate perché le conseguenze possono essere drammatiche. Per questo, è essenziale garantire a tutte le donne l’assistenza migliore durante la gravidanza ed il parto, per consentire loro di partorire in sicurezza ed ai loro figli di nascere in condizioni di sicurezza. «Riteniamo davvero essenziale che il ministero si adoperi per definire/confermare i criteri di sicurezza dei punti nascita e che tutti gli operatori sanitari coinvolti nell’assistenza alla gravidanza forniscano una corretta informazione alle donne, al fine di creare un percorso il più possibile umanizzato e condiviso, che garantisca la sicurezza di donna e bambino, dall’inizio della gravidanza al parto. È infine opportuno sottolineare che nell’attuale situazione di carenze di organici in gran parte degli ospedali, aggravata dall’insufficiente numero degli specialisti ostetrici-ginecologi disponibili in tutta Italia, appare del tutto aleatoria la pretesa di mantenere attive piccole strutture già di per sé definite ufficialmente e documentatamente prive dei requisiti minimi per garantire la sicurezza e la migliore assistenza alle donne durante il parto», conclude Viora.

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