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TURISMO/ IN 2017 PIÙ VISITATORI STRANIERI CHE ITALIANI

Se per la prima volta, nel 2017, in Italia le presenze di turisti venuti dall’estero hanno superato quelle degli italiani, le previsioni 2019 per il settore nel nostro Paese citano numeri ancora più confortanti: si stima infatti un aumento degli arrivi del 4%. Mostra quindi un comparto in salute il XXII Rapporto sul turismo italiano, curato dall’Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iriss) e presentato nella giornata di inaugurazione della Bit, alla Fiera di Milano City. ‘Il marchio Italia vale più che maì, ha detto con orgoglio, tagliando il nastro della manifestazione insieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala, il ministro delle politiche agricole, forestali, alimentari e del turismo Gian Marco Centinaio che tuttavia ha voluto anche evidenziare alcune criticità. Come quella della tassa di ingresso o di sbarco che si vorrebbe imporre in alcune zone. «Attenzione che rischiamo di diventare turista-repellenti – ha ammonito – Vorrei evitare in futuro di dover commentare un abbassamento dei dati di afflusso turistico solo perché qualcuno deve sistemare i propri bilanci». Così come ha invitato tutti, dalle Regioni agli operatori privati, a non muoversi al di fuori del brand Italia per promuovere all’estero le proprie particolarità e peculiarità. «Posso promuovere il territorio più bello del mondo – ha detto – ma se all’estero non sanno dove è alla fine non ho promosso niente». I dati del Rapporto evidenziano quindi che la componente internazionale (210.658.786) ha superato quella nazionale (209.970.369), con il +5.3% degli arrivi nel 2017 e un +4,4% di presenze. Ad attirare sono soprattutto le grandi città: Venezia (86,5%), Firenze (73,9%), Roma (70,1%), Milano (64,9%) e Verona (57,5%) sono quelle con la più alta percentuale. Così come la spesa dei turisti si concentra soprattutto in cinque regioni, Lombardia, Lazio, Toscana, Veneto e Emilia Romagna. Nessuna al Sud, dove invece, come ha sottolineato Centinaio, le potenzialità sono elevatissime e «potrebbe vivere di turismo anche 11 mesi l’anno». Per il 2019 gli arrivi dovrebbero ancora aumentare, con una cifra che parla del +4%. Ma stime a parte la voglia di viaggiare si misura anche con il successo che si avvia a riscuotere anche questa edizione di Bit, con la gente in fila per entrare molto prima dell’orario di apertura e tutti gli stand affollati. Circa 1.300 gli espositori, in rappresentanza di più di 100 destinazioni in Italia e nel mondo, quella istituzionale delle Regioni italiane, che presentano tutte le loro novità. Oggi in Fiera c’era il governatore della Sicilia Nello Musumeci. Domani sono attesi quelli di Veneto e Lombardia per uno Special Event sulle Olimpiadi invernali, oltre a quello della Liguria Giovanni Toti. Questa edizione segna i ritorni di Germania, Svizzera, Francia o Portogallo, e l’arrivo di mete emergenti come Polonia, Slovacchia, Albania, Romania o Moldavia. Tra i nuovi Paesi che hanno scelto di essere a Bit Tanzania, Armenia, Costa Rica, Monaco, Oman, Namibia. Quatto le aree tematiche: Betech dedicata alla trasformazione digitale, Bringing Innovation into Travel sul futuro del settore a cura di Fiera Milano Media, Bit of Taste, sul turismo enogastronomico e Love Wedding riservata al matrimonio e alle destinazioni del viaggio di nozze. Nei tre giorni di manifestazione previsti 141 convegni. Domani e martedì Bit è aperta solo agli operatori professionali

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