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Abruzzo torna al Centrodestra, Marsilio governatore

Crollo M5s (18%), Lega primo partito (28%), Pd a picco (11,6%)

Marco Marsilio del centrodestra è il nuovo governatore dell’Abruzzo. Il candidato di Fratelli d’Italia conquista il 49,45% dei voti quando lo scrutinio è ormai arrivato a circa due terzi dei voti. Seguono il candidato del centrosinistra Giovanni Legnini con il 31,55% e quella del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi con il 18,52%. Boom della Lega che diventa il primo partito nella regione (alle precedenti elezioni regionali del 2014 non era nemmeno presente) con oltre il 28%; Pd all’11,6%. Crolla al 18% il Movimento 5 stelle. Affluenza in calo al 53,12%. L’Abruzzo ha dunque un nuovo presidente sbalzando il Governo regionale uscente a matrice Pd di Luciano D’Alfonso la cui elezione a senatore lo scorso 4 marzo alle politiche e le sue conseguenti dimissioni da governatore, ha determinato le consultazioni anticipate. Secondo il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il voto dell’Abruzzo ha confermato che «il centrodestra è la maggioranza naturale fra gli elettori». Un voto «importante peril futuro della politica italiana», ha detto. A festeggiare la vittoria di Marsilio (Fdi, Lega, Forza Italia, Udc-Dc-Idea e Azione Politica) la leader di Fratellid’Italia, Giorgia Meloni, arrivata in nottata a Pescara al comitato Marsilio presidente. Tra loro due un lungo abbraccio e poi lo spumante. «Una giornata storica – ha detto Meloni – FdI riesce a esprimere il suo primo presidente di Regione». «Con questa squadra daremo un futuro all’Abruzzo come meritano gli abruzzesi», ha proseguito sottolineando che la «priorità assoluta è la Ricostruzione» dopo il 2016 e 2017.
Marsilio, figlio di abruzzesi di Tocco da Casauria (Pescara), ha scelto un vino prodotto nella sua città per brindare e ha risposto in dialetto a chi gli chiedeva se fosse abruzzese, dopo gli attacchi dagli avversari sul fatto che non è nato e cresciuto in Abruzzo. «Freght!», ha esclamato, come a dire, «certo!». In casa centrosinistra si guarda al risultato del progetto politico, con 7 liste (Legnini Presidente, Abruzzo Insieme,
Avanti Abruzzo, Abruzzo in Comune, +Abruzzo, Progressisti per Legnini, Centristi per l’Europa-Solidali e popolari) e il Pd. «Siamo oltre il 30%, vorrei ricordare che l’anno scorso il centrosinistra in Abruzzo il centrosinistra compreso Leu ha conseguito un risultato del 17,6%, abbiamo avuto 10 punti in più ma non è stato sufficiente. Si tratta di un punto di partenza e oltre il 30% ottenuto in due mesi, mi sembra un risultato importante», ha detto Legnini.

Nel Movimento 5 stelle Marcozzi difende l’operato e attacca quelle che chiama le «ammucchiate». «Non abbiamo nulla da rimproverarci. Ci è stata confermata la fiducia di 5 anni fa. «La debacle è del Pd dal 25% del 2014 al 9-10% di quest’anno, stessa cosa per Forza Italia dal 16% al 10%. È successo quello che dicevamo da anni».

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