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Autostrade, limite a 150 all’ora nei tratti a tre corsie?

Più veloce non vuol dire meno sicuro». Stanno facendo discutere le proposte di modifica al codice della strada ora al vaglio della Commissione Trasporti alla Camera (i principali promotori sono Scagliusi per M5s e Capitanio per la Lega). Tra le diverse norme previste all’interno del testo infatti, trova spazio anche l’aumento a 150 km/h del limite di velocità sulle autostrade a tre corsie. Un’iniziativa che incoronerebbe alcuni tratti autostradali italiani, come i più veloci d’Europa. Un primato che agli italiani sembrerebbe piacere. Secondo un’indagine del 2017 promossa dalla compagnia Quixa, gli automobilisti dello Stivale tra i 18 e i 75 anni, già abitualmente trasgrediscono al limite imposto. Il 51% degli intervistati infatti, ha dichiarato di «superare regolarmente i limiti di velocità».

I FAVOREVOLI
Nonostante le proteste di chi è preoccupato da un possibile aumento del numero di incidenti e da chi pensa a un impatto ecologico devastante, sono molte le voci che si levano a favore del nuovo codice. L’Automobile Club d’Italia (Aci) ad esempio, ritiene che le nuove norme non inciderebbero «né sull’incidentalità né sulle curve di emissione di anidride carbonica». Secondo Enrico Pagliaro, ingegnere e coordinatore dell’Area tecnica dell’Aci, «non si può pensare che più veloce voglia dire solo meno sicuro» soprattutto perché «l’innalzamento sarà valido per alcuni tratti di autostrade». E cioè per quelle arterie che hanno caratteristiche tecniche adeguate. «Se la porzione di strada che consideriamo è stata concepita a 3 corsie – spiega Pagliaro – e ci sono caratteristiche funzionali che lo consentono (come un flusso di traffico non troppo elevato ndr): non vedo perché non si possa andare alla velocità per cui quel tratto è stato progettato». Come detto, secondo l’esperto dell’Aci, non ci sarebbe neanche alcuna possibilità che l’inquinamento aumenti in maniera significativa. «È ovvio che se vai più veloce emetti un po’ di più – continua l’ingegnere – ma si tratta di una variabile trascurabile. Per consumare meno non dobbiamo tener conto della velocità massima ma della regolarità dell’andatura». A inquinare davvero infatti, è la continua necessita di «frenare e accelerare più volte».

A difesa dell’iniziativa governativa si schiera anche chi è direttamente coinvolto nella faccenda e cioè l’associazione di tutte le aziende concessionarie della gestione autostradale. Dall’Aiscat fanno sapere che «aumentare la velocità nei tratti a 3 corsie è una cosa sensata e per noi non comporta nessun tipo di ulteriore aggravio». Anche Massimo Schintu infatti, segretario generale dell’Associazione, sostiene che se una strada lo consente («ci sono norme che legano struttura e geometria della tratto con la velocità») non c’è motivo di limitare in maniera eccessiva gli automobilisti. «Semmai – precisa Schintu – bisognerebbe capire la liberalizzazione dell’ingresso delle moto elettriche in autostrada. Al momento, sebbene non siamo in grado di comprendere se hanno le caratteristiche tecniche adeguate per circolare o meno, il testo prevede questa possibilità tout court».

L’AUDIZIONE
Per questa volta inoltre, ad essere d’accordo con i parlamentari di Lega e M5s, ci sono anche gli industriali. O almeno la parte di loro che si occupa di produrre automobili. L’Associazione nazionale filiera industria automobilistica (Anfia) nonostante per il momento preferisca non sbilanciarsi dato che giovedì mattina sarà ricevuta in audizione alla Camera proprio sulle proposte di modifica al codice della strada, fa sapere di essere «sostanzialmente a favore del testo». Secondo fonti interne all’Associazione, il documento che dopodomani finirà nelle mani della Commissione manifesterà il loro appoggio all’iniziativa. «Tutte le modifiche del codice della strada impattano sul mercato e quindi sulla produzione» dicono, in questo caso «l’impatto sarà positivo». In pratica, per la categoria, grazie alle nuove norme si venderà anche qualche automobile in più.

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