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Latte, il faro dell’Antitrust sul consorzio del pecorino romano Dop

– Ha preso il via il tavolo di filiera al Viminale che dovrebbe porre fine alla vertenza sul prezzo del latte ovino. A convocare il tavolo il ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini, insieme al ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio. Sono presenti al Tavolo una delegazione dei pastori sardi, oggi senza bandiere associative perchè, come sottolineano, “il latte è di tutta la Sardegna. Ci hanno sempre additato come popolo disunito e invece con questa battaglia per il giusto prezzo stiamo dimostrando il contrario”. Sono inoltre presenti tutte le organizzazioni agricolo con i rispettivi presidenti”.

In precedenza Salvini aveva detto, “da 60 centesimi a un minimo di 1 euro al litro, è questo dove spero di arrivare questa sera e non mi alzerò dal tavolo sul latte fino a quando non lo ottengo”. Il vice premier è intervenuto oggi alla presentazione del Rapporto di Agromafie 2018, a proposito della riunione convocata questo pomeriggio al Viminale con tutte le parti interessate alla protesta degli allevatori in Sardegna.
“In Sardegna – aveva detto – si deve poter tornare a mungere, vendere e viaggiare in macchina e non tollero che per altre settimane ci siano strade bloccate”. Quanto al contrasto alle agromafie “occorre verificare la filiera, la tracciabilità, tutelare le aziende sane che sono il 99% e andare a beccare i delinquenti. A monte di tutto, poi, c’è la difesa del made in Italy in sede Ue, perché la contraffazione è un incentivo alla criminalità organizzata”. “L’agricoltura è come il petrolio per l’Arabia Saudita”.
“Oggi sarò al ministero ad oltranza – aveva ancora detto – per trovare una soluzione con tutte le parti interessate”. “Conto che si torni alla normalità il prima possibile garantendo chi produce il prezzo del latte non può essere a 60 centesimi al litro, bisogna verificare che il prodotto sia davvero italiano e non arrivi dall’estero. Chi deve controllare controlli perchè c’è un eccesso di produzione”. “Spero che sia un bellissimo San Valentino”.


Monta la protesta nel Nord Sardegna, raduno a Thies

iI pastori del centro e nord Sardegna si stanno radunando a Thiesi (Sassari) per una grande manifestazione nell’attesa del vertice in programma nel primo pomeriggio a Roma con il vicepremier Salvini. Uma grossa fetta dei manifestanti è partita da Sedilo, sempre nel Sassarese, per raggiungere, attraverso la statale 131, Thiesi dove si ricongiungeranno con altri cortei in arrivo da diverse zone del territorio.

Statale 131 riapre dopo 16 ore di protesta

E’ proseguito sino alle 2 di questa notte il blocco della statale 131 dcn, tra Nuoro e Siniscola all’altezza del bivio per la zona industriale di Sologo (Lula). Oltre 16 ore di protesta da parte dei pastori ovini sardi che hanno atteso l’esito del tavolo di filiera in regione che non ha dato, però l’esito sperato e si è concluso con una fumata nera nel confronto sul prezzo del latte tra industriali e allevatori. Oggi si registrano nuove iniziative in diversi paesi della Sardegna e due piccoli blocchi parziali della statale 125 “Orientale Sarda” al chilometro 93, all’altezza di Cardedu, in Ogliastra, e della statale 129 “Trasversale Sarda” tra Nuoro e Macomer al km 50. Nel frattempo permangono i presidi fuori dai caseifici principali dell’Isola.


Fumata nera a tavolo in Regione

Fumata nera al tavolo di filiera convocato dalla Regione Sardegna a Cagliari per cercare una soluzione per il crollo del prezzo del latte ovino pagato ai produttori. Nessun accordo raggiunto tra industriali, consorzi e pastori dopo oltre quattro ore di riunione. “Gli allevatori non si sono spostati dalla soluzione del prezzo di un euro più Iva e hanno detto di non essere interessati alle questioni collegate al pecorino romano”, ha spiegato uscendo dal palazzo di viale Trento il presidente di Sfirs, Paolo Sestu. La proposta messa in campo dalla Regione era ed è di investire subito, proprio attraverso la Sfirs, dieci milioni di euro per smaltire 30mila quintali totali di eccedenze di pecorino ferme nei depositi. “Questo – ha aggiunto Sestu – per portare su il prezzo del pecorino e quindi del latte”. Dieci milioni che si aggiungerebbero ai dieci già stanziati dal Banco di Sardegna per ritirare dal mercato altri ventimila quintali. “Il Banco di Sardegna deve sostenere la filiera, noi facciamo il nostro compito e gli altri facciano il loro”, ha dichiarato il direttore generale del Banco di Sardegna Giuseppe Cuccurese. “Oggi abbiamo messo a disposizione ulteriori risorse affinché il prezzo del latte possa salire”, ha aggiunto l’assessore regionale all’Agricoltura, Pierluigi Caria, che ha illustrato l’altra partita sulla quale si sta ragionando. Ossia, che il prezzo del latte d’ora in avanti sia legato al valore del pecorino romano calcolato sulle quotazioni della Camera di commercio di Milano. Due interventi, il primo per arginare l’emergenza, il secondo di tipo strutturale, che servirebbero a far rialzare il prezzo. Il presidente della Giunta, Francesco Pigliaru, ha sottolineato che “non è la Regione che fa il prezzo, sono i produttori e i trasformatori che fanno una proposta e noi possiamo favorire il dialogo. Le distanze sono ancora importanti e noi lavoriamo per ridurle”. Sia Pigliaru che Caria parteciperanno al tavolo convocato al Viminale da Matteo Salvini. “Non eravamo stati convocati, abbiamo dovuto chiedere di essere invitati

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