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PACCHETTO CALCIO INGANNA,A SKY MULTA ANTITRUST DA 7 MLN

– «Il tuo calcio, tutto da vivere» prometteva Sky. Peccato che non fosse proprio «tutto», visto che tre partite a settimana di Serie A e in pratica l’intera serie B, in base alle gare per i diritti tv, spettavano a Dazn e che i clienti non ne fossero adeguatamente informati. E così l’Antitrust ha deciso una doppia multa nei confronti di Sky Italia, ritenuta colpevole di pubblicità ingannevole e pratica aggressiva, per un totale di 7 milioni di euro. Esultano le associazioni dei consumatori, che avevano presentato l’esposto E e che ora chiedono alla società di rimborsare i consumatori. La vicenda nasce dalla tormentata attribuzione dei diritti Tv per il campionato di calcio per il triennio 2018-2021, finita dopo molte difficoltà con l’inedita modalità dello spezzatino: sette partite a settimana a Sky e tre alla società Perform, che trasmette su Dazn, a cui in seguito è andata anche la serie B. Una conclusione che, però, stando ai reclami arrivati all’Antitrust da quattro associazioni dei consumatori (Altroconsumo, Codacons, Codici e Udicon), in questa stagione d’esordio 2018-2019 non era chiaramente esplicitata in fase di presentazione delle offerte da parte di Sky sia ai potenziali nuovi clienti che a quelli ‘vecchì, che si sarebbero trovati, senza preavviso, con un abbonamento ridimensionato rispetto all’anno precedente e senza la certezza, tra l’altro, di poter vedere la propria squadra del cuore ogni settimana. L’Antitrust ha quindi deciso di aprire un’istruttoria nei confronti di Sky Italia e ha rilevato due condotte da sanzionare. La prima riguarda appunto la presentazione dell’offerta, sia in tv che su web, nella quale non erano evidenziati «tutti i principali elementi informativi»: l’Antitrust cita per esempio le frasi sul sito del tipo «La serie A su Sky» o «La tua squadra in Italia e in Europa», senza alcuna specificazione, ingenerando così «nei consumatori la convinzione di poter assicurare la visione di tutte le partite». La seconda è relativa ai ‘vecchì abbonati, che non solo si sono accorti da soli delle nuove condizioni, ma che hanno dovuto scegliere tra il mantenere l’abbonamento ‘ridottò allo stesso prezzo o recedere da esso pagando spese e penali. Si tratta quindi di comportamenti classificabili come ‘pubblicità ingannevolè e ‘pratica aggressivà, il primo sanzionato con una multa da 3 milioni e il secondo da 4 milioni. Le associazioni dei consumatori cantano vittoria, ma non si fermano qui: il Codacons sollecita infatti il rimborso degli utenti, pena l’avvio di una causa risarcitoria collettiva. L’attesa, adesso, è per l’esito di un’altra istruttoria Antitrust sullo stesso tema, quella avviata nei confronti proprio di Dazn per la presunta ingannevolezza dei messaggi promozionali, in relazione tra l’altro, alle modalità di fruizione e all’adesione al servizio.

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