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UDINESE VINCE NEL FINALE, VAR FA INFURIARE CHIEVO

– Vittoria sofferta per l’Udinese che supera il Chievo di misura, solo nel finale. Risolve Teodorczyk, appena entrato. È lui a incaricarsi della battuta del rigore concesso da Valeri dopo un consulto Var per una trattenuta in area di Djordjevic su Pussetto. Sorrentino intuisce il tiro e respinge, ma l’attaccante bianconero è il primo ad avventarsi sul pallone e a spingere la palla in rete. È un gol liberatorio per l’Udinese che conquista tre punti essenziali per respirare. E anche una decisione che surriscalda gli animi nel finale di gara e fa infuriare Di Carlo, che reclama par condicio Var (riferendosi però ad episodi passati). Il Chievo resta ancorato sul fondo a 9 punti e vede spegnersi le ultime chance di permanenza in serie A come un lumicino. Udinese e Chievo sono accomunate da un unico imperativo. Vincere. L’una per smuovere la classifica e non precipitare nella zona rossa. L’altra per riaccendere una minima speranza di salvezza, per risalire la china dal fondo della classifica. È proprio questa consapevolezza di affrontare una gara da ultima spiaggia, con poco o nulla da perdere, che muove la squadra di Di Carlo a prendere in mano la partita e a cercare di fare il suo gioco seppur sul campo dell’Udinese. Sono proprio i clivensi a collezionare, e sprecare, la prima vera grande occasione dell’incontro, con Depaoli che di testa raccoglie un cross a due passi dalla porta ma calcia a lato. Il Chievo insiste anche con Giaccherini e con un tiro insidioso di Rigoni al 24′ che costringe Musso alla parata in due tempi. L’Udinese appare bloccata, schiacciata dal peso e dalla importanza della gara. Fatica a produrre gioco e attende gli avversari, riuscendo a rispondere appena con un paio di conclusioni di De Paul. Il tiro dalla lunga distanza con cui, al 9′, Nuytinck centra un palo pieno a Sorrentino battuto resta un episodio isolato. Costretto a sostituire D’Alessandro per infortunio, nel primo tempo, Nicola perde in avvio di ripresa anche Okaka. Al suo posto Pussetto. Ma la gara non cambia volto. A partire con maggior convinzione è ancora il Chievo, sebbene senza impensierire mai particolarmente Pussetto. L’Udinese si sveglia solo intorno alla mezz’ora quando Fofana fa partire un bolide dalla distanza che costringe Sorrentino alla parata decisiva, con i pugni in angolo. Non basta. Il tiro sortisce solo l’effetto di dare ancora maggior carica al Chievo che sfiora il vantaggio. Prima con un tiro di Meggiorini da posizione defilata, salvato con i piedi da Musso in angolo. Poi con una doppia conclusione di Schelotto e Meggiorini. Provvidenziale ancora una volta Musso che tiene a galla i suoi. A 8′ dal termine del tempo regolamentare, Nicola si gioca l’ultima carta. Fuori un difensore, Opoku. Dentro un altro attaccante, Teodorczyk. Una manciata di minuti e arriva l’episodio che cambia le sorti della partita. Valeri assegna un rigore all’Udinese dopo il consulto alla Var per una trattenuta di Djordjevic su Pussetto in area. Dal dischetto calcia il polacco. Sorrentino intuisce il tiro e respinge, ma sulla ribattuta è lo stesso Teodorczyk a insaccare il pallone per i tre punti che valgono una boccata d’ossigeno. Tre punti difesi con le unghie fino al triplice fischio finale dopo cinque, interminabili, minuti di recupero. L’Udinese vince ma esce tra i fischi partiti dai tifosi quando tecnico e giocatori hanno accennato a recarsi sotto la curva

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