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BASHA TIRA DRITTO,LOTTA CONTRO GOVERNO TIRANA NON SI FERMA

La battaglia dell’opposizione albanese contro il governo non si fermerà e il suo primo obiettivo sono le dimissioni del premier socialista Edi Rama: parola del leader dell’opposizione di centrodestra albanese, Lulzim Basha, che nel giorno in cui i suoi deputati hanno ufficializzato le dimissioni in blocco dal parlamento ha avuto un colloquio con l’ANSA. Oggi, per la seconda volta nel giro di pochi giorni, l’opposizione è di nuovo scesa in piazza per manifestare, reclamando un governo transitorio che prepari l’Albania a elezioni anticipate. Una protesta che, a differenza di quella di sabato scorso, che finì sui telegiornali di tutto il mondo, si è svolta senza incidenti né violenze. Il quadro che Basha offre dell’Albania è di un Paese «governato da un regime che calpesta la costituzione e le leggi per tutelare la criminalità organizzata che lo ha aiutato nella sua ascesa al potere». Basha all’ANSA ha parlato di «una democrazia al collasso» e di «un parlamento che ha tolto all’opposizione ogni possibilità di svolgere il proprio ruolo». In questo contesto, ha spiegato Basha, la scelta radicale di abbandonare il parlamento era «una mossa inevitabile». In un discorso televisivo tenuto in serata, tuttavia, Rama ha escluso fermamente ogni ipotesi di dimissioni: «È inaudito – ha affermato il premier – che quando un’opposizione fugge dal parlamento, la maggioranza debba rinunciare al proprio mandato e andare alle elezioni con il governo che piace all’opposizione». Anche a Bruxelles, dove dal prossimo giugno è in programma l’avvio dei negoziati per l’adesione dell’Albania all’Unione europea, la decisione dell’opposizione sembra aver creato un certo sconcerto. «Il Parlamento è la sede in cui devono essere discusse e portate avanti le riforme», e non qualcosa da «boicottare», scrivono in una nota congiunta l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Federica Mogherini, e il commissario all’Allargamento, Johannes Hahn. «La decisione – dichiarano i due rappresentanti dell’esecutivo Ue – ostacola seriamente il funzionamento della democrazia in Albania». Dunque «questi atti sono controproducenti» e «minano i progressi compiuti dal Paese nel suo percorso verso l’Ue». Una posizione, questa, condivisa anche da Washington. Basha però tira dritto: «Il mio messaggio a voi partner è che noi combattiamo per gli stessi principi e valori che voi garantite ai vostri cittadini», spiega all’ANSA il leader dell’opposizione, sostenendo che «una sofisticata macchina della propaganda governativa, finanziata da soldi sporchi, è riuscita a disinformare i Paesi occidentali». Si tratta dunque di uno scontro senza via d’uscita? «No – risponde Basha -, la via d’uscita è la stessa che si creerebbe in qualsiasi Paese europeo: quando un governo viene sorpreso a rubare i voti e anche i soldi pubblici, non è il popolo che soffre. È il governo che se ne va e i responsabili che finiscono davanti alla giustizia». Per riuscirci, il leader dell’opposizione confida nel sostegno popolare, «nelle proteste, come quelle dello scorso sabato e di oggi» e nel «presentare ai cittadini la nostra alternativa, sia politica, che economica». (

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