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SARDEGNA/ Solinas al 47,9%, Zedda al . Crollo M5s. Regge il governo

4323072_1821_salvini_solinaChristian Solinas del centrodestra è il nuovo presidente della regione Sardegna con il 48% dei voti. Sconfitto Massimo Zedda del centrosinistra, fermo al 33%. Nuovo crollo 5 stelle, con il candidato Francesco Desogus fermo poco sopra il 10%. Molto lento lo spoglio: stamani alle 7 sono state avviate le operazioni ma intorno alle 19 lo scrutinio era ancora poco sopra la metà delle sezioni.

I risultati. Quando sono state scrutinate 1.558 sezioni su 1840 Solinas è al 47,82%. Poi Zedda al 33,04% e Desogus staccato con il 11,13%. Seguono Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) con il 3,09%, Mauro Pili (Sardi Liberi) con il 2,31%, Andrea Murgia (Autodeterminazione) con l’1,82% e Vindice Lecis (Sinistra Sarda) con lo 0,62%. Si profila dunque un nuoo crollo dei 5 stelle dopo quello dell’Abruzzo. Le urne si sono chiuse ieri alle 22, l’affluenza è stata del 53,77%. Su 1.470.401 aventi diritto si sono recati alle urne 790.709 elettori.

Centrodestra in netto vantaggio anche sulle liste, avanti con il 53,64%, mentre il centrosinistra è al 29,92%. Il Movimento 5 stelle si ferma, per ora, al 9% (contro il 42% preso alle politiche dello scorso anno), il Partito dei Sardi è al 2,96%, Sardi Liberi al 2,14% Autodeterminatzione all’1,77% e Sinistra Sarda allo 0,54%. Riguardo i singoli partiti il Partito democratico è sul 12,98%, la Lega all’11,94%, Forza Italia all’8,18%, il Partito Sardo d’Azione al 10,64% e Fdi al 5,4%.

Una classifica parziale che al momento dà il primato al Pd, partiva però dal 22% delle regionali del 2014 ed è in leggero ritardo anche sul risultato delle politiche del 4 marzo scorso (14,8%). La Lega, che debutta in Sardegna per la prima volta con queste elezioni, supera il 12% ma non sfonda rispetto alle aspettative: recupera infatti solo poco più di un punto sulle politiche di marzo. Forza Italia in netto calo: al 18% di cinque anni fa è passata al 14 delle politiche e ora si attesta sul 10%. Tra i partiti della coalizione di centrodestra, Fdi mantiene il 4% delle politiche confermando un +2% rispetto al voto regionale del 2014. Quanto al M5s, anche lui assente alle scorse regionali, si assiste ad un crollo sulle politiche di un anno fa: dal 42% al 9% circa di oggi.

Solinas. «Oggi ha vinto la Sardegna. Ringrazio i sardi della fiducia, è stato premiato il progetto di governo che abbiamo presentato. Non ho mai visto un testa a testa, che non rispondeva al vero, 14 punti di vantaggio rappresentano un dato incontrovertibile». Sono le prime parole di Solinas. «Girando la Sardegna in lungo e in largo ho incontrato tantissime persone, riscontrando la netta percezione di voglia di cambiamento e i sardi ci hanno premiato. Il mio primo pensiero va alla gente comune, ai sardi che quotidianamente gioiscono e soffrono. Il centrodestra unito rappresenta una formula politica vincente con le forze autonomiste e sardiste», ha aggiunto del governatore in pectore della Sardegna.

Zedda. «Il risultato dà la vittoria al centrodestra. Ho mandato un messaggio a Solinas per augurargli buon lavoro», ha detto il candidato del centrosinistra in conferenza stampa. «Ci davano per inesistenti, invece ci siamo, eccome. Abbiamo battuto il Movimento 5 stelle, la prossima volta batteremo il centrodestra», ha aggiunto. Quanto alla possibilità di continuare a fare il sindaco di Cagliari Zedda ha detto: «Valuterò nei prossimi giorni che cosa fare. Se la percentuale è quella dove, nonostante tutto, si va sopra di tre punti, bisogna tenerne conto».

Desogus. «È un risultato netto e chiaro e per M5s non è quello delle aspettative, ma vorrei chiarire che non ero già convinto di perdere: sapevo già che sarebbe stata una partita molto difficile». Sono le prima parole del candidato governatore per il Movimento 5 stelle. «Se teniamo conto del fatto che in Consiglio regionale non c’era neanche un rappresentante del Movimento Cinquestelle, questo risultato mi soddisfa assolutamente – prosegue Desogus – anche perché siamo una Regione a Statuto speciale ed avere rappresentanti M5S è molto importante». «Mi sono ritrovato scelto dalla base e non imposto da nessuno a sostituire Mario Puddu (l’ex sindaco di Assemini che ha rinunciato dopo le regionarie perché condannato in primo grado per abuso d’ufficio, ndr) – aggiunge -. L’ho fatto con il massimo impegno, tenendo conto che mi dovevo inventare anche in un ruolo politico e ho cercato di svolgerlo con il massimo impegno».

«Sapevo sin dall’inizio che sarebbe stata difficile… mi stava bene anche un secondo posto. Però l’importante era fare un buon risultato ed entrare in Consiglio regionale», dice ancora all’agenzia Adnkronos Desogus. «L’unico rammarico che ho è che io non sono un animale politico… non siamo politici di professione. Io sono una persona venuta dal nulla, mentre chi ha avuto la sua esperienza amministrativa, fa radio, teatro, ha qualità che trovano più appeal. Non posso certo paragonarmi a Salvini» dal punto di vista mediatico.

Di Maio. «È inutile che si confronti il dato delle amministrative con le politiche – dice invece il capo politico del Movimento, il vicepremier Luigi Di Maio – noi a livello amministrativo abbiamo sempre avuto risultati diversi da quello nazionale e anche in questo caso la Sardegna non fa eccezione». «Certo – ricorda – eravamo 60 candidati contro 1.350 con decine di liste civiche e una scheda elettorale che era un lenzuolo. Se si guarda agli altri partiti il M5s è in linea con tutte le altre forze politiche. Il tema, quindi, sono le ammicchiate delle liste civiche». Quindi una prima esultanza: «Per la prima volta nella storia della Regione Sardegna entriamo con diversi consiglieri. Per noi è un dato importante perché prima non c’eravamo».

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