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Bancarotta fraudolenta, la madre di Renzi rinviata a giudizio

«Era previsto, ci difenderemo in dibattimento», si limita a dire l’avvocato Federico Bagattini, legale di fiducia dei genitori Renzi, che per la vicenda Cuneese si avvale della collaborazione dell’avvocato Stefano Bagnera. Il commento del legale richiama le parole di Matteo Renzi, che nei giorni scorsi si era detto «fiero e orgoglioso che mio padre e mia madre vogliano difendersi in un processo».

«Noi non scappiamo come fanno gli altri – aveva aggiunto esprimendo fiducia nella magistratura – Non mi sentirete mai dire una parola contro la giustizia italiana. Vogliamo andare in quell’aula, perché lì vedremo chi ha ragione e chi torto». La prima udienza è stata fissata per il 19 giugno. I fatti contestati risalgono al 2012-2013. L’inchiesta della guardia di finanza aveva messo in luce una serie di fatture false emesse dalla Eventi6, fra i cui amministratori figurava la madre dell’ex premier Renzi, a favore della Direkta per il riordino dei conti. Mirko Provenzano, amministratore di quest’ultima società, è già stato condannato per reati fiscali e ha patteggiato per la bancarotta.

Al centro dell’accusa ci sarebbero in particolare, secondo il pm Pier Attilio Stea, tre note di credito, per una cifra di circa 80 mila euro, pianificate a tavolino da Provenzano con Laura Bovoli per arginare le richieste di pagamento di alcune cooperative creditrici. L’inchiesta sarebbe partita proprio dall’esposto di uno dei creditori. Da un successivo controllo fiscale sulla Direkta erano emerse le fatture false che, sempre secondo l’accusa, sarebbero state utilizzate per far quadrare i conti con l’aiuto della Eventi 6.

Con la madre dell’ex premier Renzi, sono stati rinviati a giudizio anche gli altri imputati: Paolo Buono di San Secondo di Pinerolo, cliente della Direkta, e Franco Peretta di Rivalta Bormida (Alessandria), che teneva invece la contabilità. Il fallimento della società cuneese, con l’avvocato Vittorio Sommacal, e il titolare di una cooperativa che era tra i creditori di Provenzano, si sono costituiti parte civile.

Il procedimento cuneese rischiava di saltare: i legali di uno degli imputati, Paolo Bono, avevano ricusato il gup Emanuela Dufour sostenendo che si era già espressa in un procedimento collegato. Nei giorni scorsi, però, la Corte d’Appello di Torino ha respinto la richiesta e confermato il magistrato, che oggi ha accolto la richiesta del pm Stea e ha rinviato a giudizio tutti gli imputati, compresa quindi la signora Bovoli. ​

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