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RAI5: CARLO GOLDONI. VENEZIA GRAN TEATRO DEL MONDO

– Nel Settecento, alla vigilia della Rivoluzione Francese e in pieno Illuminismo, lo splendore e la decadenza di Venezia e Parigi rivivono attraverso gli intrighi e i conflitti delle opere teatrali grazie al commediografo Carlo Goldoni che riforma il teatro, abbandonando le maschere della «Commedia dell’Arte» e portando in scena voci, volti e storie della borghesia e del popolo. Girato in HD a Venezia e in Francia, il film-documentario «Carlo Goldoni. Venezia Gran Teatro del mondo» – che Rai Cultura propone in prima visione per l’ultimo sabato di Carnevale, il 2 marzo alle 22.40 su Rai5 – rende omaggio a questa illustre tradizione teatrale e al suo massimo esponente. Firmato dal drammaturgo Luigi Lunari – a lungo collaboratore di Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano – con la regia di Alessandro Bettero, il documentario ricostruisce l’ultimo Carnevale trascorso da Goldoni a Venezia prima dell’esilio francese nel 1762, alternando scene di ricostruzione storica con brani di allestimenti teatrali e interventi di attori e registi di fama mondiale come Maurizio Scaparro, Luca Ronconi, Llus Pasqual, Pierluigi Pizzi, Ferruccio Soleri (l’Arlecchino più famoso nel mondo). Alla vigilia della Rivoluzione Francese, Goldoni anticipa sulle scene ciò che poi si materializzerà nella società civile, operando una riforma teatrale che sostituisce le maschere della Commedia dell’Arte con i volti e i sentimenti della borghesia e del popolo, ovvero con il cosiddetto «teatro di carattere». Un teatro che bandisce dalle scene le maschere, l’improvvisazione, i miti classici, gli dèi, gli eroi, le storie con protagonisti irreali o fantastici per proporre personaggi ispirati alla vita di ogni giorno, portati in scena e fatti parlare alla stregua della gente comune. La riforma di Goldoni scatena invidie e rancori. E i conflitti, anche acerrimi, che ne derivano, culminano in occasione delle feste di Carnevale del 1762. Il film è un omaggio corale alla gloria di Venezia e al teatro, di cui la città lagunare, nel Settecento, è ancora indiscussa capitale europea con le sue innumerevoli sale. Quasi duecento gli attori e i figuranti coinvolti. Accurata anche la ricostruzione storica con arredi, gondole e carrozze originali, oltre alle affascinanti immagini d’epoca della Collezione Minici-Zotti. La macchina da presa si muove tra calli, campielli, palazzi veneziani, ma anche tra Parigi e Versailles, scoprendo scorci originali che si dissolvono tra le eterne pennellate di Canaletto e Longhi, Guardi e Tiepolo, accompagnate dalle note immortali di Vivaldi e Galuppi, Albinoni, Corelli e Marcello. Il film è stato presentato in anteprima alla 64a Mostra del Cinema di Venezia, ha rappresentato l’Italia all’European Film Festival di Toronto (Canada), al 27th FIFA – Festival Internazionale del Film d’Arte di Montréal (Canada), e ha vinto il Gold Remi Award al 42ø WorldFest di Houston, Texas (USA). Ha ottenuto il riconoscimento di «film d’essai» dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione generale per il Cinema.

RAI: M5S INCONTRA COMITATO CITTADINI SORDI, ‘PORTEREMO ISTANZE IN VIGILANZÀ

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RAI: M5S INCONTRA COMITATO CITTADINI SORDI, ‘PORTEREMO ISTANZE IN VIGILANZÀ = Roma, 1 mar. (AdnKronos) – «Porteremo le istanze del Comitato Permanente Cittadini Sordi in Commissione Vigilanza Rai per cercare di risolvere l’annosa questione dei sottotitoli». Lo annuncia, in una nota, una delegazione dei parlamentari del Movimento 5 Stelle in Vigilanza Rai che oggi ha incontrato prima in Piazza Montecitorio, poi nell’ufficio del sottosegretario Vincenzo Zoccano, una delegazione del Comitato Permanente Cittadini Sordi che manifestava davanti alla Camera. «L’impegno che prendiamo oggi – hanno spiegato i parlamentari – è di presentare al più presto un’interrogazione in Vigilanza per capire lo stato dell’arte sul fronte della sottotitolazione per poi intervenire con l’obiettivo di ampliare i servizi, a partire, per esempio, dai programmi per i bambini non udenti. È stato un incontro importante perché le persone non udenti pagano il canone come tutti e hanno diritto a un servizio di qualità. Abbiamo raccolto i documenti del Comitato e ci faremo promotori delle loro richieste, forti dell’incontro avuto oggi. È una battaglia giusta e ci muoveremo in ogni sede per cercare insieme delle soluzioni», concludono gli esponenti del Movimento 5 Stelle

Roma: Bagnacani, a rischio natura pubblica di Ama

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ZCZC NOVA0067 3 POL 1 NOV CRO Roma: Bagnacani, a rischio natura pubblica di Ama Roma, 01 mar – (Nova) – «Ama pubblica? Non ho la sfera di cristallo, ma sicuramente non mi è chiaro il progetto sottostante alle mosse del Campidoglio: ci sono delle difficoltà che non esistevano in natura e che sono state generate a tavolino e hanno rallentato il nostro percorso di risanamento». Così l’ex amministratore delegato di Ama Lorenzo Bagnacani sentito in audizione dalla commissione Rifiuti della Regione Lazio questa mattina in merito al futuro della municipalizzata e ai fatti che hanno portato alla revoca del Cda da lui presieduto dopo un lungo braccio di ferro con il Campidoglio. Proprio in riferimento alle intenzioni di Roma Capitale sul futuro dell’azienda, Bagnacani ha detto: «Nessuno ha mai dichiarato di voler privatizzare Ama, ma se osserviamo la dinamica dei fatti si sta andando in un percorso in cui l’Ama pubblica può essere messa in discussione». Il manager poi ha messo in fila i fatti, parlando di una sequenza definita «autoesplicativa». «Non ho risposte – ha detto – ma posso mettere in fila i fatti. Il bilancio del 2017 non è stato ancora approvato. C’è parso di capire che il tema non fossero davvero i 18 milioni per i servizi cimiteriali, ma sembrava quasi che si volesse un bilancio in perdita. Sarà probabilmente in perdita anche quello del 2018 e se lo sarà e se l’azionista denuncia l’inefficienza dell’azienda, e se, ancora, esiste una delibera comunale, la 52, che prevede che con bilanci in rosso e inefficienze si apre la porta a un’eventuale privatizzazione dell’azienda, allora… Sicuramente la dinamica attuale non sta rendendo solido il progetto di un Ama pubblica».

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