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DECRETONE ALLA CAMERA,ARRIVANO ANCHE TUTELE PER I RIDER

Rafforzare il reddito di cittadinanza per le famiglie numerose e quelle con disabili. La priorità per il governo, nel passaggio alla Camera del decretone, resta quella di trovare le risorse per venire incontro alle famiglie più in difficoltà. Ma con la seconda lettura dovrebbero arrivare anche le tutele per i rider e a un intervento sulle pensioni dei sindacalisti, probabilmente meno ‘incisivò di quello ipotizzato al Senato dal Movimento 5 Stelle e certamente «non retroattivo». Intanto da lunedì si riparte con una tre-giorni di audizioni: i deputati risentiranno tutti, dall’Inps alle associazioni fino all’Upb. Nel frattempo maggioranza e governo dovrebbero fare un punto, già martedì, sugli emendamenti di maggioranza. Poi partirà la maratona del voto per arrivare in Aula a Montecitorio il 18 marzo, e dare il tempo per la terza lettura. Il nodo resta quello delle risorse: senza quello non si potrà mettere mano alla scala di equivalenza, su cui si basa il calcolo dell’assegno effettivo del reddito (che ora va da massimo 780 euro per un single a massimo 1.330 euro per una famiglia). Il sussidio ‘basè si può moltiplicare fino a un massimo di 2,1 (molto meno del Rei). La proposta avanzata dai senatori chiedeva di arrivare fino a 3 (ma serviva quasi 1 miliardo) e ai primi tentativi di riscrittura non si è riusciti a scendere sotto i 600 milioni a regime. Anche il solo intervento in presenza di disabili in famiglia costerebbe circa 80 milioni a punto. Per questo si starebbe ragionando su un limite all’incremento del ‘punteggiò. Altro tema rimasto in sospeso l’accesso al riscatto agevolato della laurea: «Ho chiesto – spiega una delle relatrici, la leghista Elena Murelli – una apertura sugli stagionali, per consentire anche a chi ha fatto solo ‘lavorettì prima del ’96 di usufruire dello sconto». Già a Palazzo Madama si era ragionato sulla possibilità di portare la soglia almeno a 50 anni, mentre ora l’orientamento sarebbe quello di eliminare il tetto dell’età, fermo restando però l’attività lavorativa dal ’96 in poi, ricadendo per intero nel sistema contributivo. L’esecutivo presenterà poi le norme per i rider: nella bozza, ancora in via di limatura, si precisa che il cococo si applica anche alle prestazioni organizzate attraverso piattaforme digitali (e in questo caso i lavoratori vengono assimilati ai subordinati). Le nuove tutele (anche per chi è a partita Iva o con collaborazione occasionale) vanno dallo stop al pagamento a cottimo (ancora in via di valutazione) all’assicurazione Inail (con premio all’1,2%), dall’obbligo ad almeno 6 ore di formazione sulla sicurezza, a quello di fornire i dispostivi di protezione e di garantire la «sorveglianza sanitaria», con sanzioni anche a carico del medico. Previste in generale più tutele per gli iscritti alla gestione separata Inps, che potranno beneficiare di maternità, disoccupazione, indennità per malattia o ricovero (aumentata al 100%), con un mese lavorato nell’ultimo anno anziché i tre attuali. Spazio infine anche al sostegno ai cosiddetti ‘workers buyout’: si prevede un fondo ad hoc per sostenere i lavoratori che si costituiscono in cooperativa per ‘salvarè la loro azienda in default.

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