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I grillini devono decidere se invertire la rotta o cambiare pelle

I grillini dovrebbero decidere cosa fare da grandi, sulla soglia della politica adulta. Il pasticcio della Tav non giova a nessuno, nemmeno al Paese. E altre simili questioni controverse e non risolte. Una scelta va fatta. Coraggiosa. Adulta. Prima che la cose prendano una deriva pericolosa. Se dobbiamo credere ai sondaggi queste incertezze – che si sono riverberate sulle regionali abruzzesi e sarde – cominciano a pesare sui giudizi complessivi. La Ipsos di Pagnoncelli ha ormai raggiunto una autorevolezza tale da dettare legge e se dice che in base alle ultime rilevazioni i Cinque Stelle sono crollato al 21,2 per cento mentre la Lega sfiora il 36 per cento bisogna credergli. Interessante il dato che vede in ripresa il Pd, ma su questo punto entrano altre dinamiche. Tra poco ci saranno le regionali in Basilicata e poi via, con la guerra senza quartiere per le Europee. Cambierà qualcosa in queste settimane? Le due nette tendenze – la crescita della Lega e la flessione dei 5 Stelle – verranno confermare? La Lega ha da un lato la capacità di acquisire elettori dalle forze del centrodestra e in particolare da Forza Italia ma anche un discreto flusso di elettori che escono dal M5S. Mentre i grillini vedono flussi in uscita in due direzioni: il più rilevante verso l’astensione, e un secondo flusso meno consistente ma apprezzabile verso la Lega. Sostiene Pagnoncelli che gli elettori di livello medio/alto, professionalizzati e scolarizzati, studenti, sono i più delusi, sono quelli che sognavano la rivoluzione a cinque stelle e ora si parcheggiano idealmente in un’area grigia, in attesa. Si astengono, in sostanza. Ma il popolo grillino è fatto anche di altro, di elettori delusi e in libera uscita, che trovano oggi una nuova sicurezza sotto le bandiere del Carroccio. Si diceva di una piccola ripresa del Pd, che sale al 18,5% (+2,4% rispetto a inizio febbraio). Il centro sinistra nel suo insieme ha riacceso qualche fiammella, le liste collegate sono di una sinistra che non trova più collocazione e punti di riferimento. Potrebbe riservare delle sorprese. E gli antichi partners del centro destra? Berlusconi non ha fatto il miracolo, Forza Italia resta all’8,6%, mentre Fratelli d’Italia e +Europa si attestano appena al livello della soglia di sbarramento. Un quadro piuttosto definito ma che non lascia ben sperare per futuri equilibri. Paradossalmente è tutto nelle mani dei grillini. Devono decidere se dare una svolta alla loro linea o cambiare pelle.

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