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BENI CULTURALI: BONISOLI, PAESAGGIO È CENTRALE

25 mln per periferie, con recupero opere incompiute
Interventi sulle periferie, linee guide di tutela che offrano anche una uniformità di comportamento. Nella Giornata Nazionale del paesaggio, che ha premiato, il progetto del Consorzio Uomini di Massenzatica, il ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, annuncia i tre interventi su cui si sta lavorando. «Prima di venire in questo ministero non avevo capito l’importanza del paesaggio – spiega – Alcuni paesi nordici hanno una tradizione più radicata, noi ci siamo arrivati un pochino più tardi. La dicotomia esigenze del paesaggio-esigenze dello sviluppo economico poteva avere senso di esistere qualche decennio fa. Non ora. Oggi le priorità sono altre. Siamo un paese che ha avuto un altissima crescita demografica e che ha usato abbastanza il proprio suolo. Dobbiamo capire il paesaggio di per sé è un patrimonio e come tale deve essere riconosciuto e tutelato. La sua estrema diversità è una delle ricchezze del nostro paese, che va il più possibile resa viva. Per questo penso che sia lo Stato a doversi fare carico in prima persona della sua tutela». Il Ministero, racconta, «ha già diversi progetti». A partire dalla «riattivazione delle periferie. Abbiamo un programma importante con 25 milioni di euro già stanziati per diversi tipi di intervento. Uno di questi riguarda le opere incompiute: lanceremo un bando con risorse a disposizione degli enti locali o di chi voglia prendersi carico di queste strutture incompiute, che ogni tanto troviamo in giro per il nostro paese e che sono brutte, ma non è un problema estetico. Bisogna decidere una volta per tutte se ciò che è stato realizzato può avere una sua destinazione oppure prendere una decisione di altra natura». In un più ampio progetto, poi, prosegue, «stiamo lavorando anche a linee guida architettoniche e per la tutela del paesaggio. Uno dei problemi, infatti, è che a volte il cittadino percepisce l’intervento di una Soprintendenza con ansia perché non sempre è prevedibile l’esito della sua richiesta. Dobbiamo fare autocritica su questo» e «mettere a punto dei principi ai quali i soprintendenti e chiunque si occuperà di tutela si possa ispirare nel prendere una decisione». Un’iniziativa che «va incontro a un concetto di amministrazione aperta, trasparente e sensibile».

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