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Cantieri, sindacati e costruttori sono dalla stessa parte

«Le preoccupazioni e i temi sono esattamente gli stessi, identici»: i costruttori saranno così idealmente al fianco dei sindacati domani in piazza a Roma. E, alla vigilia degli incontri con il premier Giuseppe Conte sullo sblocca-cantieri, avvertono che «l’Italia non può aspettare», che «non sono più disponibili ad attendere»: il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, sottolinea così che ora servono «misure concrete, innovative, rapide, un cambiamento radicale» e – intervistato dall’ANSA – avverte che «il prossimo passo sarà la mobilitazione generale con il metodo dei nastri gialli». Chilometri di nastro biodegrabile, lo slogan ‘blocca-degradò, per circondare di giallo i cantieri bloccati ma anche, per esempio, grandi buche per le strade di Roma, il cornicione pericolante di una scuola, un edificio abbandonato da riqualificare: è il segnale d’allarme che l’intera filiera delle costruzioni (dall’Ance alle imprese del legno, del vetro, delle ceramiche) si prepara a lanciare contro «opere ferme e degrado, un declino da arrestare». Domani lo sciopero generale e la manifestazione a Roma di tutto il comparto delle costruzioni, con i sindacati di settore ed i leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Mentre il premier Giuseppe Conte, come ha scritto su Twitter, con «in via di definizione gli ultimi dettagli sul decreto sblocca-cantieri» ha convocato «regioni, enti locali, parti sociali e l’Ance». I costruttori saranno ‘con il cuorè in piazza con sindacati e lavoratori del settore? «Assolutamente sì», risponde il presidente dell’Ance. «Il tema non è solo quello dell’occupazione e della crescita del settore, e non c’è campanilismo. La preoccupazione è anche per il sistema Paese. Parliamo di un bene sociale, della collettività. È un problema di tutti. Siamo molto vicini al sindacato perché esprime le stesse preoccupazioni che abbiamo espresso noi da più di un anno». I sindacati saranno ancora sul palco di piazza del Popolo quando i costruttori andranno a Palazzo Chigi, «con spirito costruttivo, come sempre» dice Buia. Che avverte: è il momento di «decisioni concrete» perchè «gli incontri che abbiamo fatto tempo fa, anche con Matteo Salvini e Luigi Di Maio, allargati, con al tavolo di tutto e di più, non hanno portato a niente: solo argomenti generici, nessun ritorno concreto, non c’è stata una sintesi, nessuna risposta». Servono «tavoli ristretti, immediatamente operativi». Dopo aver fatto «proposte a 360 gradi» i costruttori si aspettano «con fiducia di poter cominciare da domani un percorso concreto e veloce. Non abbiamo più tempo, non siamo più disposti ad aspettare. Non siamo disponibili ad assistere a questo declino continuo, per i nostri figli, per le prossime generazioni. Su questo non si transige». Intanto prosegue l’iniziativa lanciata dall’Ance con il sito ‘sbloccacantierì: «Sono gli stessi cittadini che denunciano opere ferme e degrado, l’abbandono del territorio: controlliamo quelle denuncie e poi le pubblichiamo. Siamo arrivati a 600 opere, valgono 53 miliardi», ed «ogni miliardo vuol dire 15mila posti di lavoro».

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