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FOCUS/ SCI: L’ANNO MAGICO DI PARIS

L’anno magico di Domme Paris si chiude con la coppa sollevata al cielo. La prima in superg e un sogno realizzato, come l’oro mondiale – nella stessa specialità – che ha reso ancora più preziosa la stagione. «Questa Coppa del mondo la sognavo da tempo. Ci avevo provato anche altre volte, ma non ce l’avevo mai fatta – dice il campione azzurro – . Quest’anno la svolta l’ho avuta con le gare di Bormio e quelle due vittorie. Poi, da allora, tutto è filato via liscio, tutto alla perfezione. Il fatto è che sciare mi piace, ma soprattutto mi diverto quando sono in pista a gareggiare. E ora devo dire un grazie a tutti». Nel suo grazie, Paris comprende non solo tecnici e allenatori, amici e tifosi, ma anche e soprattutto la moglie Kristina e il figlio Niko che «sono l’altra metà», della sua vita e che erano arrivati a Soldeu proprio per stargli vicino e dargli forza. E adesso, come e più di tutti, sono qui per festeggiarlo nel giorno del trionfo. I successi sugli sci hanno così trasformato Domme Paris da ragazzo di montagna, che d’estate faceva il pastore, in un’icona dello sport e dell’alta velocità sulla neve. La sua è una bravura attestata anche dalla classifica Fis dei montepremi di gara – che va poi moltiplicata almeno per quattro per avere il peso economico di un atleta – che lo vede al secondo posto. Paris, con sette vittorie e tre terzi posti, ha vinto infatti in soli premi di gara 382 mila franchi svizzeri, circa 350 mila euro. Meglio di lui solo l’asso-pigliatutto austriaco Marcel Hirscher, che ha intascato 584 mila franchi svizzeri. Il nome di Paris si iscrive ora nell’albo dei più grandi dello sci azzurro. Nella storia della Coppa del mondo, l’Italia è salita sul gradino più alto della classifica generale sei volte. Il più titolato è Gustav Thoeni, vincitore della coppa per quattro volte nel 1971, 1972, 1973 e 1975. Dietro a lui Piero Gros (una vittoria nel 1974) e Alberto Tomba (un trionfo nel 1995). Tra le donne nessuna coppa del mondo generale ma solo piazze d’onore. Per quanto riguarda quelle di specialità, il palmares azzurro complessivo è di 26 coppe, 21 delle quali per gli uomini. Di queste cinque a Thoeni, otto a Tomba, tre a Peter Fill, una a testa per Manfred Moelgg, Giorgio Rocca, Gros, Peter Runggaldier ed ora Paris. Tra le donne cinque coppe di disciplina in tutto : due ad Isolde Kostner ed una a testa per Deborah Compagnoni, Denise Karbon e Sofia Goggia.(

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