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DI MAIO, MERCOLEDÌ LO SBLOCCA-CANTIERI A FIRMA M5S

Il governo accelera sullo sblocca-cantieri, esclude la figura di un super-commissario: mercoledì il decreto legge arriva in Consiglio dei ministri, assicura il vicepremier e ministro Luigi Di Maio, intestando il provvedimento al Movimento 5 stelle. Un decreto «a firma M5s che sblocca centinaia di migliaia di posti di lavoro, perché sblocca centinaia di cantieri» rimasti fermi da anni nel Paese, sottolinea Di Maio al termine dell’incontro a Palazzo Chigi, dove con il premier Giuseppe Conte ed il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, incontra le regioni, gli enti locali, le imprese ed i sindacati. Il tavolo è stato convocato nella stessa giornata dello sciopero generale di cantieri, fabbriche e cave e della manifestazione nazionale indetti dai sindacati delle costruzioni Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, scesi in piazza a Roma proprio per chiedere di far ripartire il settore e di avviare le opere: dalla crisi l’intero comparto ha già perso 800 mila di posti di lavoro e 120 mila imprese sono fallite, è il grido d’allarme rilanciato da piazza del Popolo. Al centro, non c’è solo la Tav – simboleggiata in piazza da un tunnel di tela nero e sostenuta dalla presenza del governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, che insiste anche sulla consultazione popolare nella sua regione – ma tante altre opere, dalle grandi alle più piccole. Lunedì il premier ed il ministro delle Infrastrutture saranno in Piemonte. Conte, Di Maio e Toninelli, negli incontri in sala verde a Palazzo Chigi, assicurano l’obiettivo di semplificare, snellire le procedure e chiarire alcune norme per sbloccare i cantieri. E, rispetto alle preoccupazioni dei sindacati a partire dalla liberalizzazione dei sub-appalti, il vicepremier garantisce che «la stella polare sono sempre i diritti dei lavoratori e la legalità. Non ci sarà nessun arretramento. Inizieremo invece a far arretrare la burocrazia». Nel decreto non viene previsto il commissario unico, che era stato proposto dalla Lega. «Arriveranno dei commissari specifici per singole opere: nessun commissario straordinario unico che stia chiuso in ufficio a Roma, ma uomini che dovranno conoscere bene e stare sul territorio», dice Toninelli. Queste figure saranno nominate con un Dpcm e saranno coordinati da InvestItalia, spiega. Sul testo, comunque, va avanti il confronto e per lunedì mattina è già fissato un tavolo tecnico con i sindacati al ministero delle Infrastrutture per discutere i dettagli di quello che lo stesso Conte definisce «uno schema di decreto, un lavoro in fieri alle battute finali». L’obiettivo, quello di sbloccare i cantieri, viene reclamato dai lavoratori così come dalle imprese. L’Ance, l’associazione dei costruttori edili, con il presidente Gabriele Buia, parla di «clima propositivo e costruttivo» dopo l’incontro con l’esecutivo ma ora bisogna «passare dalle parole ai fatti. Siamo allo stremo. Abbiamo ribadito le nostre preoccupazioni per un settore nevralgico per la crescita. Servono misure concrete», rimarca. Per quanto riguarda la riforma organica del Codice degli appalti, che avrà tempi più lunghi, il governo ha dato la disponibilità ad aprire un confronto anche con le imprese. Qualche nota critica arriva dalle regioni, con il presidente della Conferenza Stefano Bonaccini che evidenza che troppe opere sono ferme. «Il Paese ha bisogno di interventi infrastrutturali e di mettere in sicurezza il territorio. Ha bisogno di sbloccare i 600 cantieri fermi», insiste anche la leader della Cisl, Annamaria Furlan. Rilancia sulla necessità di un «grande piano di investimenti», il numero uno della Cgil, Maurizio Landini. Mentre il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, nota che «le risorse ci sono: è ‘criminalè non spenderle».(

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