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PG FUZIO, STOP SENTENZE CON GIUDIZI ESTETICI O MORALI

Dopo verdetti ‘scandalò su femminicidi, Bonafede ‘Codice rossò
«Nelle sentenze bisogna occuparsi di fatti e non dare giudizi morali o estetici, e fare questo potrebbe costituire illecito disciplinare. Le sentenze devono essere risolte ed espresse in termini tecnici e deve essere rispettata la dignità delle persone e la correttezza verso le parti del processo». È quello che pensa il Procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio, il ‘capò dei pm italiani, parlando dei recenti verdetti su casi di violenza di genere, tra i quali due femminicidi e uno stupro ritenuto non possibile per la ‘bruttezzà della ragazza, sui quali sono in corso acquisizioni di documentazione per valutare eventuali iniziative disciplinari che il Pg non esclude affatto. Per il ministro della giustizia Alfonso Bonafede il problema non sono tanto le singole sentenze ma l’escalation della violenza contro le donne che quotidianamente allunga la sua lista. «Non si tratta di stare a vedere le singole sentenze, il problema vero – per il Guardasigilli – è che sulla violenza di genere c’è un degrado, ogni giorno un fatto nuovo, una degenerazione culturale gravissima: in questa situazione il legislatore deve mettere mano alla legge e faccio appello affinchè la riforma ‘Codice rossò sia approvata all’unanimità». Le nuove norme dovrebbero consentire un accesso rapido alla giustizia da parte di chi denuncia: entro 72 ore il pm deve sentire la donna ‘vittimà. Per quanto riguarda la sentenza di Bologna che per la «tempesta emotiva» ha dimezzato la condanna all’ omicida di una giovane donna che lo aveva lasciato, il Pg Fuzio ha comunicato che l’ufficio giudiziario bolognese ha mandato alla Cassazione la sentenza che ha sollevato tante proteste, tra le quali quelle di ‘Non una di menò. Inoltre il Pg – che è competente per l’azione disciplinare – ha aggiunto che «sembra che lo stesso estensore della sentenza abbia fatto una conferenza stampa e questo è un fatto censurabile». Fuzio ha inoltre detto che il suo ufficio valuterà tutte queste ultime ‘scandalosè decisioni della magistratura – compreso il verdetto di Genova, anche questo finito sotto accusa per aver dimezzato la pena a un uxoricida – e che il suo intento è quello di «ricostruire per bene tutte le singole vicende per valutare». In occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, il Primo presidente della Cassazione Giovanni Mammone aveva parlato del femminicidio come di un «fenomeno di notevole allarme sociale» che «è indice della persistente situazione di vulnerabilità della donna e di una tendenza a risolvere la crisi dei rapporti interpersonali attraverso la violenza»

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