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FAMIGLIA: SALVINI,IO A VERONA.MA CAPOGRUPPO LEGA LASCIA

«La famiglia diventa la quintessenza dell’espansione creativa dell’universo, insomma dai è pazzesco!». Nonostante l’entusiasmo che appare in un video a promozione del World Congress of Families – dal 29 al 31 marzo a Verona – le polemiche Lega-M5s continuano a imperversare, con tanto di colpi di scena, stavolta solo in casa Lega. Se stamani il vicepremier Matteo Salvini dichiarava «andrò a Verona, con tutto il rispetto per le scelte di vita di ciascuno», nel pomeriggio il capogruppo della Lega (già espulso) al Consiglio comunale di Verona Mauro Bonato, si dimetteva, in aperto dissenso e con parole durissime nei confronti del Congresso: «La Lega è nata per ottenere l’autonomia delle regioni, non per sindacare su temi etici o familiari. Se va avanti così torneremo a tempi antichi dove le donne fanno solo le schiave degli uomini». E così se ieri era il vicepremier M5S Luigi Di Maio a paventare «un nuovo Medioevo» oggi tocca ad un leghista seppur dissidente paventare «il ritorno all’antico». Bonato, da tempo in contrasto con Salvini, a luglio era stato espulso dal partito. Nel post su Fb rimarca il suo forte e netto dissenso col Congresso e definisce «agghiaccianti» le dichiarazioni di alcuni relatori del Congresso: «non si può accettare che salga su un palco pubblico, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, chi equipara l’omosessualità e satanismo». Ma il vicecommissario provinciale della Lega di Verona Nicolò Zavarise ha da ridire: «Bonato è stato espulso dalla Lega nel 2018 e si è dimesso da capogruppo per non rischiare di essere sfiduciato. Le sue dichiarazioni sono evidentemente annebbiate da un desiderio di rivalsa tutto personale». Intanto Jacopo Coghe, vicepresidente del Wcf Verona, cerca di riportare l’attenzione sul congresso: «Non siamo trogloditi medievali e soprattutto non vogliamo relegare le donne a casa. Attaccarci in continuazione e con qualsiasi pretesto significa bullizzare moltissime famiglie. Ciascuna donna deve poter fare quello che desidera ed essere messa nelle condizioni di farlo. All’interno della legge 194, quella sull’aborto, nei primi 5 articoli non tutti sanno che bisogna sostenere le donne che decidono di portare avanti la gravidanza e che l’aborto deve essere l’ultima ratio. Dunque, in Italia esiste una legge sull’aborto. Io personalmente non sono d’accordo sull’aborto, ma devo fare i conti con questa legge e cercare di lavorare a partire da questa». E sulle donne dice ancora: «A testimonianza del fatto che non ce l’abbiamo con le donne in carriera, saranno presenti al convegno medici donna, avvocate». Tra i relatori, Matteo Salvini, i ministri della Famiglia Lorenzo Fontana e della Scuola Marco Bussetti, la presidente di Fdi Giorgia Meloni, il governatore del Veneto Luca Zaia, Simone Pillon relatore della legge sull’affido condiviso. Destinata a far quasi sicuramente polemica Silvana De Mari, medico e scrittrice di libri fantasy condannata per diffamazione perché secondo il giudice «offendeva in più occasioni l’onore e la reputazione delle persone con tendenza omosessuale» e sotenitrice di una relazione tra omosessualità e satanismo. De Mar è stata al centro di polemiche per affermazioni che sostengono sia «documentato che gli uomini che fanno sesso con altri uomini hanno rischi maggiori di contrarre malattie e tumori». Ma ci sarà anche Theresa Okafor, attivista nigeriana che nel 2014 ha proposto una legge che criminalizza le unioni tra persone dello stesso sesso

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