| categoria: Roma e Lazio

Desapareicidos. I vigili romani? Chiedetelo a “Chi l’ha visto”

di Giovanni Tagliapietra
Cerchiamo di capirci, qualche settimana fa Virginia Raggi si faceva fotografare sorridente e trionfante accanto alle nuove leve della Municipale capitolina, cinquecento nuovi vigili appena assunti e formati da mettere in campo per mettere un po’ d’ordine in città. Dove sono finiti? Abbiamo attraversato la capitale per ore, abbiamo visto macchine in doppia fila macchine parcheggiate in condizioni assurde, ma non un uomo in divisa a mettere ordine. Gli uomini del comandante Di Maggio compaiono miracolosamente in alcune strade del commercio, come Cola di Rienzo, e si notano a presidiare alcuni punti chiave della cittadella del potere politico. Perfino attorno a Piazza Venezia, via Venti Settembre, piazza dell’Ara Coeli si nota la loro assenza. Qualche presenza sparuta e quasi casuale non cambia la situazione, la situazione sembra peggiorata rispetto a quando quelle assunzioni erano solo promesse. In compenso le squadre speciali oltre a vigilare sui campi rom effettuano blitz enfatizzati dal Comando elevando contravvenzioni a destra e a sinistra, a Campo de’ Fiori come a Piazza Bologna. Ci eravamo illusi di vedere riaperte ed utilizzate le famose garitte con le insegne del Comune sparse per Roma, ci eravamo illusi che le Punto della Municipale circolassero senza sosta per prevenire e reprimere. Niente da fare. Quello che continua a mancare, oggi come dieci anni fa, è la continuità dell’azione, quella presenza fissa che scoraggia le infrazioni, le irregolarità, le piccole e grandi azioni illegali. Servono mille agenti in più? E facciamoceli prestare, svuotiamo gli uffici, integriamo le risorse. Qualsiasi cosa piuttosto che continuare a vivere in questa precarietà. Ci avevano promesso le telecamere ovunque, ci avevamo promesso squadre miste con esercito e forze dell’ordine, ci avevano promesso sicurezza, in ultima analisi. Ma la situazione è peggiorata. E di parecchio. Ci verranno a dire certamente che c’è una strategia, che c’è una regia. Ma l’impressione che ci sia dell’altro è dura a morire. E’come se qualcuno remasse contro, come se qualcuno giocasse a perdere, con un atteggiamento perverso e autolesionista. Ci sono un sacco di vigili volonterosi, la loro abnegazione è fuori discussione, ma troppo spesso abbiamo dovuto registrare una scarsissima flessibilità negli interventi e nelle modalità di azione. E’più facile che un poliziotto, un militare fuori servizio intervenga per sventare un reato o per fermare un malvivente in fuga che un vigile sanzioni una infrazione che ha sotto agli occhi. Hanno sempre altro da fare, concedeteci lo sfogo di cittadini stanchi e indignati. Piuttosto che (o prima di) misurare i centimetri eccedenti di occupazione di suolo pubblico da parte degli esercenti forse sarebbe opportuno che gli uomini del comandante Di Maggio multassero a raffica ripetutamente le macchine in doppia fila e le infrazioni al codice della strada, si caricassero in spalla i rom che svuotano i cassonetti e i parcheggiatori abusivi accompagnandoli fuori dal territorio cittadino. Ci sono scene quotidiane di aperta irregolarità che gridano vendetta. E i le macchine dei vigili ci passano accanto andando a fare “altro”. E’ come se i carabinieri assistessero ad una rapina in diretta ma non si fermassero perché impegnati in altro servizio di vigilanza. Un esempio macroscopico? Quel fazzoletto di strada a Monteverde compreso tra la facciata della clinica Villa Pia e il muro del Forlanini. Non è previsto un parcheggio, lì in mezzo, ma si crea nel corso della giornata ed ha un picco in alcune ore topiche. La corsia che va in direzione via Valtellina letteralmente scompare, gli autobus (ne passano continuamente), sono costretti a un pericoloso slalom contromano per farsi largo e passare. Ci sono un sacco di parcheggiatori abusivi dalle facce patibolari. Nell’arco di mesi si sono visti raramente i foglietti delle multe sui tergicristalli, e mai si è assistito ad un intervento massiccio delle forze dell’ordine, con carri attrezzi e misure coercitive importanti. Magari un passaggio costante, trenta-quaranta contravvenzioni al giorno, un foglio di via per gli abusivi, una modifica alla viabilità, una decina di jersey in cemento, ad esempio, sarebbero utilissimi. Ci ha pensato nessuno. Ma probabilmente al comandante Di Maggio queste storie metropolitane non le raccontano nemmeno. Continuiamo cosi.

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