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EUROPEE: GALASSIA SINISTRA, SULLA SCHEDA SI RISCHIA BIG BANG SIMBOLI

Un vero e proprio Big bang, una galassia di simboli e liste che rischia di materializzarsi sulla scheda delle prossime elezione europee. È l«atlantè politico della sinistra, un lungo elenco di partiti e movimenti che sembrano intenzionati a tenere il punto e piantare la propria bandiera, con tanto di lista. Un epilogo favorito dal sistema elettorale proporzionale e che allargherebbe a dismisura l’offerta del centrosinistra al di fuori della lista ‘apertà cui sta lavorando il segretario Pd Nicola Zingaretti. L’ultimo appello è stato quello di Pier Luigi Bersani: »Tutti quelli che si riconoscono nel socialismo europeo si mettano assieme, non genericamente contro i populismi ma contro la destra«. Per questo, per richiamare all’unità i partiti del Pse, si sono anche visti di recente Roberto Speranza, Maurizio Turco e Riccardo Nencini. Ma gli ex Mdp per ora non hanno ricevuto risposte. Così, potrebbero proporre una lista con il simbolo della vecchia Rosa nel pugno. Sicuri della corsa solitaria sono invece i Verdi e Italia in comune, il movimento che fa capo al sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Corteggiati a lungo da Zingaretti, hanno deciso sfidare la soglia del 4% con una lista a forte vocazione ambientalista, un tema di grande attualità e ‘appeal’ in tutta Europa A loro dovrebbe aggiungersi ‘Possibilè, il movimento fondato da Pippo Civati. Spostandosi un pò più a sinistra si dovrebbe poi trovare la lista di Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni con Rifondazione comunista. Un ‘cartellò che dovrebbe aggregare anche quella parte di Leu che si riconosce in Francesco Laforgia e Diem25, il movimento transnazionale di Varoufakis. Ancora più in là si collocherebbe invece il simbolo di Potere al popolo, alle prese però con il complicato sistema della raccolta delle firme per presentare la lista. Stesso problema, quello delle firme, sta invece affrontando una delle novità più attese per le prossime europee: Volt, il movimento paneuropeo e progressista fondato da un gruppo di giovani europeisti che si propone di presentare liste in diversi Paesi, da soli o in ‘team’ con altri simboli. Volt ha celebrato il Congresso a Roma in questo week end, con ospiti come Emma Bonino e Paolo Gentiloni. Tra le formazioni che potrebbero esordire nella scheda delle europee c’è, poi, Siamo europei di Carlo Calenda. L’ex ministro, dopo aver raccolto oltre 200mila firma al suo manifesto per una lista unitaria, è da tempo in trattative con il Pd e alla fine potrebbe decidere di candidarsi come capolista al Centro nelle liste ‘apertè dem di Zingaretti. Ma, in ogni caso, il simbolo di Siamo europei dovrebbe apparire sulla scheda. Resta ancora alla finestra Luigi De Magistris e il suo movimento Dema, dopo lo sfilacciamento delle liste di sinistra radicale. A chiudere il panorama delle liste progressiste presenti alle prossime elezioni, anche se in questo caso non proprio a sinistra, c’è +Europa. Il movimento guidato da Benedetto Della Vedova e fondato con Emma Bonino e Bruno Tabacci, dopo una dialogo con il Pd, ha annunciato di voler correre con una lista propria. Infine, spazio alla nostalgia: a tentare la gara per le europee sarà anche il rinato Partito comunista italiano, che ha avviato la raccolta delle firme per la presentazione di una lista che ha tra l’altro l’appoggio di Stefano Fassina, Giorgio Cremaschi e Paolo Maddalena

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