| categoria: politica

RDC: SI AVVICINA AL TRAGUARDO, TRA CONFERME E NOVITÀ ECCO COME SARÀ

Il reddito di cittadinanza si avvicina al traguardo. L’idea di una misura per aiutare le persone in difficoltà sta per diventare una norma definita nei dettagli attraverso una legge, che fissa le modalità per richiedere il beneficio, i requisiti necessari e le sanzioni. Alcune caratteristiche del rdc sono state chiare fin da quando il Movimento 5 stelle ha annunciato l’intenzione di creare uno strumento unico contro la povertà, mentre altre sono state definite nel corso dell’esame parlamentare. Il risultato è l’istituzione di una misura che partirà dal primo aprile 2019, assorbendo il reddito di inclusione. Il Rei è andato ufficialmente in pensione dal primo marzo 2019 e, a partire da maggio, non sarà più riconosciuto né rinnovato. Per avere diritto al reddito di cittadinanza è necessario possedere una serie di requisiti residenziali, reddituali e patrimoniali. Gli stranieri extra Ue, in particolare, devono aver soggiornato in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa. Dovrà inoltre essere prodotta una certificazione, rilasciata dalla competente autorità dello stato estero, sui requisiti di reddito, patrimoniali e sulla composizione del nucleo familiare, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare. L’Isee deve essere inferiore a 9.360 euro; il patrimonio immobiliare dovrà essere inferiore a 30.000 euro mentre quello mobiliare non dovrà superare i 10.000 euro. I figli fanno parte del nucleo familiare fino a 26 anni (ma non devono essere spostati e non devono avere figli). I coniugi risultano nel medesimo nucleo anche a seguito di separazione e divorzio, se continuano a risiedere nella stessa abitazione. Se la separazione o il divorzio sono avvenuti dopo il primo settembre 2018 il cambio di residenza deve essere certificato dalla polizia locale. Il reddito di cittadinanza consiste in un’erogazione massima di 6.000 euro l’anno, moltiplicati per il numero di persone che compongono la famiglia secondo una scala di equivalenza. Chi è in affitto o paga il mutuo di una casa avrà un contributo fino a un massimo di 3.360 euro. La pensione di cittadinanza può invece arrivare fino a 7.560 euro, a cui può essere aggiunto un contributo per l’affitto fino a un massimo di 1.800 euro. Il beneficio, in entrambi i casi, potrà arrivare fino a un massimo di 9.350 euro, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, e non potrà essere inferiore a 480 euro l’anno. Il reddito potrà essere erogato a tempo indeterminato ma ogni 18 mesi dovrà essere sospeso per un mese. Chi si licenzia senza giusta causa non avrà diritto al reddito per i successivi 12 mesi; la famiglia, inoltre, sarà penalizzata riducendo di 0,4 punti il parametro della scala di equivalenza. Son esclusi dal rdc i soggetti in carcere ed i condannati in via definitiva nei 10 anni precedenti la richiesta (ma solo per determinati delitti). Sono previste delle sanzioni, in caso di violazioni, che possono arrivare fino a 6 anni di detenzione. Per ottenere il reddito di cittadinanza i componenti del nucleo familiare maggiorenni dovranno dare la disponibilità al lavoro e la sottoscrizione di un patto per il lavoro ovvero un patto per l’inclusione sociale. Sono escluse le persone con disabilità, che possono scegliere se lavorare o meno. I componenti delle famiglie che percepiscono il sostegno economico accettare almeno una delle tre offerte di lavoro congrue che verranno proposte dai centri per l’impiego (definite tali sulla base di criteri temporali, di distanza e remunerazione). Sono previste alcune deroghe, sulla distanza, per le famiglie con disabili e figli minori. Mentre per quanto riguarda l’aspetto retributivo, viene ritenuta congrua un’offerta superiore al 10% del reddito di cittadinanza percepito. Per rafforzare le politiche attive del lavoro è previsto un piano straordinario triennale di potenziamento dei centri per l’impiego. L’Anpal potrà assumere delle professionalità in grado di avviare gli uffici. Le regioni e gli enti potranno assumere 3.000 persone nel 2020 e ulteriori 4.600 nel 2021 da utilizzare nei centri per l’impiego. Si ricorda che la legge di bilancio 2019 ha autorizzato le regioni ad assumere fino a 4.000 unità di personale, che vanno conteggiate all’interno delle 7.600 assunzioni complessive autorizzate nel biennio. Sono previsti incentivi, contributivi, per i datori di lavoro e gli enti di formazione che assumono a tempo pieno e indeterminato. Sono esclusi dalle agevolazioni coloro che non sono in regola con gli obblighi di assunzione relativi alle categorie protette. Benefici sono previsti anche per chi percepisce il reddito di cittadinanza e avvia un’attività, nei primi 36 mesi di fruizione del rdc. Il reddito di cittadinanza è compatibile con altri aiuti, come naspi e dis-coll.

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