| categoria: Roma e Lazio

Istigazione alla corruzione e corruzione, inquisiti i due Angelucci e Simeone(Fi).

Il caso legato alle trattative fra Asl di Frosinone e San Raffaele di Cassino per la restituzione di 31 milioni di euro e sul ruolo avuto dalla Regione nei controlli . Dieci indagati
Dopo Velletri (a giugno la sentenza del processo, chieste pene pesanti) altri guai per gli Angeluccci. Le trattative tra l’Asl di Frosinone e il San Raffaele di Cassino obbligato dalla Corte dei Conti a restituire 31 milioni per aver fornito prestazioni riabilitative di qualità inferiore a quella prevista dal ministero della Salute. E le modalità con cui la Regione ha verificato il tipo di servizi resi dalla clinica. Sono i due filoni di un’inchiesta avviata dalla Procura a gennaio 2018: dieci gli indagati, tra cui il deputato di Forza Italia Antonio Angelucci per istigazione alla corruzione e suo figlio Giampaolo per tentata estorsione. E con l’accusa di corruzione il pm Stefano Fava ha iscritto anche Giuseppe Simeone, consigliere regionale di FI, presidente della commissione Sanità; Renato Alberto Mario Botti, nominato nel giugno dello scorso anno direttore generale della Sanità del Lazio, in precedenza dg della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor; Vitaliano De Salazar, direttore della Asl Roma 3, con un passato in Ama come direttore dei servizio funebri e cimiteriali; Antonio Vallone, amministratore delegato della Tosinvest; Ferruccio Calvani, Giovanni Luca Pica, Massimo Colonello e Giuseppe Stasi. L’inchiesta è ai primi passi e pertanto anche l’eventuale illiceità delle condotte che hanno comportato le iscrizioni nel registro degli indagati è tutta da ricostruire. Come detto, per adesso sono due i filoni dell’inchiesta. Il primo riguarda le numerose trattative tra la Asl di Frosinone e il San Raffaele per la restituzione dei 31 milioni come stabilito dalla Corte dei Conti.
La clinica ha strappato condizioni favorevoli grazie a tangenti? Lo nega l’avvocato Pasquale Bartolo, difensore di Angelucci: «Abbiamo raggiunto un accordo compensativo tra le parti. Avevamo dei crediti verso l’Asl a cui abbiamo rinunciato. Si tratta di circa 48 milioni di euro. Tra l’altro l’accordo, prima di essere firmato, è stato sottoposto al vaglio della procura generale della Corte dei Conti». L’altro versante riguarda invece le modalità di accertamento attuate dalla Regione Lazio per verificare il tipo di servizi riabilitativi forniti dal San Raffaele di Cassino. La Procura sospetta che la sola produzione delle fatture fornita dalla clinica sia stata insufficiente ad appurare la veridicità delle prestazioni, favorendo la riscossione di somme superiori al dovuto. Replica l’avvocato Bartolo: «Sono anni che chiediamo il controllo documentale di tutte le cartelle cliniche e non a campione come viene fatto adesso».

Ti potrebbero interessare anche:

Fu sfregiato al volto con l'acido. Arrestata la ex fidanzata
Atac: trovato l'accordo ma su metro e ferrovie ancora ritardi e caos. E domani è sciopero
SMOG/ Allarme rosso, domani il picco. Pronto il blocco totale
Linea dura sui salari accessori, il Campidoglio chiede gli arretrati
ELETTORANDO/ Gli esercenti incontrano i candidati: ecco quello che ci serve
Bar con insetti e cibo mal conservato: sigilli della Asl a san Pietro



wordpress stat