| categoria: Roma e Lazio

Metro chiuse per scale mobili guaste: ditta di manutenzione «licenziata» ma ancora in servizio

Sul caso delle scale mobili impazzite – tre metro centrali chiuse, oggi manifestazione a Repubblica – il Comune ha annunciato di aver preso provvedimenti. Di aver rescisso, cioè, il contratto col fornitore della manutenzione degli impianti mobili, la Metro Roma Scarl, che nel 2017 ha vinto la gara con un ribasso del 49,7% sull’importo a base d’asta, 11 milioni anziché 22. Nei fatti, però, a livello operativo, non è cambiato niente: è sempre la stessa ditta, la Metro Roma Scarl appunto, ad intervenire in caso di guasto perché è stato proprio il Comune, contestualmente all’atto di revoca del servizio, ad obbligare la ditta – anzi ad «intimare» alla ditta – di provvedere comunque a garantire il servizio che ha sempre assicurato.

Diventa così singolare questa procedura scelta dal Comune di Roma per rispondere, da un lato, alle contestazioni di un’opinione pubblica sempre più smarrita. E, dall’altro, evitare di peggiorare ancora di più la situazione, di ritrovarsi cioè senza tecnici in grado di riparare quei guasti che comunemente, e quotidianamente, si verificano su scale mobili e ascensori. Eccola lì allora, nel contratto – paradosso – con cui il Comune scarica la ditta, la postilla che però obbliga lo stesso fornitore a continuare il servizio come sempre: «Vi invitiamo a prendere immediato contatto con i responsabili dell’esecuzione del contratto – si legge – al fine di definire le modalità di prosecuzione provvisoria del servizio scongiurando in tal modo il rischio di interruzione del servizio di trasporto pubblico locale. A tal fine, vi intimiamo di assicurare lo svolgimento delle attività manutentive…». Fino, si legge, alla successiva assegnazione del servizio che però, visto anche come procedono i bandi del Campidoglio, continuamente ripubblicati o bocciati dal Tar, resta un grande punto interrogativo.

Sul punto, ai blog che gli chiedevano sui social cosa sarebbe successo dopo questa mossa della risoluzione del contratto, era anche intervenuto Enrico Stefàno, presidente della commissione Mobilità: «Per fare un nuovo contratto occorre una nuova gara, e quindi tempo, nel mentre subentrano, se accettano, i secondi, terzi nella graduatoria precedente, agli stessi patti e condizioni. Funziona così». E invece è andata diversamente. Intanto, ieri, solito calvario: anche i bus guasti, uno proprio sotto al Campidoglio.

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