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INFERNO IN AUTOSTRADA, AGGUATO AI TIFOSI PESCARESI: DUE FERITI GRAVI

da incubo per il Pescara, ma anche e soprattutto per i suoi tifosi. Un’ora prima della partita, un pullman di sostenitori biancazzurri (in totale in 168 avrebbero dovuto essere presenti allo stadio Via del Mare) è stato colpito da una fitta sassaiola sulla Statale che collega Brindisi a Lecce, svincolo per Squinzano, a 40 chilometri dallo stadio. Nonostante il mezzo e le auto dei pescaresi fossero scortate dalle forze dell’ordine inviate dalla questura adriatica, gli ultras leccesi non si sono fatte troppi scrupoli e hanno attuato il loro piano violento. Inferno in strada, traffico in tilt per un’ora in entrata nella città salentina e alcuni tifosi pescaresi feriti (due in modo lieve a San Pietro Vernotico, due gravi in ospedale a Lecce: uno colpito alla testa, l’altro investito da un’auto), danneggiate anche delle auto private. Sul posto sono arrivate diverse ambulanze per i soccorsi. La situazione si è normalizzata attorno alle 22 e i tifosi sono arrivati poi allo stadio (solo un centinaio) e sono entrati soltanto poco prima dell’inizio del secondo tempo. E’ stata un’autentica vendetta tra ultras dopo che all’andata i tifosi pescaresi avevano teso un agguato ai leccesi all’altezza di Francavilla al Mare. L’osservatorio per le manifestazioni sportive, però, non aveva disposto nessuna limitazione alla trasferta per chi arrivava da Pescara. “Mi dispiace molto per gli incidenti, in attesa di notizie sui fatti, dico a nome del club che siamo rammaricati e vicini ai tifosi feriti, speriamo si riprendano presto”, ha detto il presidente del Lecce, Saverio Damiani. PILLON: ESPERIMENTO FALLITO Davvero pessima la figura del Pescara con l’esperimento tattico dell’allenatore biancazzurro. Squadra totalmente smarrita in campo, presa in mezzo dal pressing leccese. Brugman in difficoltà e senza un vero ruolo, Marras impalpabile nel tentativo di non pestare i piedi al capitano (fuori di sé, nella ripresa prende un rosso assurdo), Mancuso sempre lontano dalla porta. Nell’intervallo, Pillon cancella la sua scelta iniziata: via Bruno dal centrocampo, Brugman di nuovo regista e Bellini in attacco vicino a Mancuso, con Marras esterno a destra e Pinto a sinistra. Ma non c’è stata più partita. Allo stadio, tra l’altro, in 13mila hanno spinto il Lecce, ora secondo in classifica e lanciato verso la A diretta: atmosfera che ha inibito ancora di più la squadra di Pillon. Che adesso trema anche per i play-off: Benevento e Perugia corrono alle spalle, il Cittadella (ottavo) ha solo quattro punti di ritardo. Mercoledì sera alle 21 all’Adriatico il turno infrasettimanale contro il Palermo, che arriverà in Abruzzo senza tre squalificati: Bellusci, Rajkovic e Nestorovski. Murawski in dubbio per problemi fisici. Pescara senza Marras squalificato, ma con l’esperienza di Balzano e Del Grosso sulle fasce e Gravillon al centro della difesa. Per Pillon, però, il tempo degli esperimenti è finito: dovrà tornare alla vittoria dopo un punto in sole tre partite. Altrimenti la panchina del tecnico trevigiano sarà seriamente a rischio

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