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ROMA ASPETTA GRETA. PRIMA DAL PAPA, VENERDÌ IN PIAZZA

«La crisi climatica non va in vacanza e nemmeno noi». Non si ferma la lotta di Greta Thunberg per salvare il Pianeta. La giovane attivista svedese, 16 anni, diventata un simbolo per milioni di persone, sarà in settimana a Roma, dove venerdì santo l’aspettano in piazza migliaia di ragazze e ragazzi dei #FridaysForFuture, il movimento nato per rivendicare azioni per prevenire il riscaldamento globale. Prima però andrà a Strasburgo: martedì è attesa al Parlamento europeo, poi arriverà in Italia, dove è previsto anche un incontro con papa Francesco. Giovedì, invece, Greta è stata invitata a parlare al Senato, nell’ambito di un dibattito sui cambiamenti climatici indetto dalla presidente, Elisabetta Casellati. Ma l’appuntamento più atteso rimane venerdì, 19 aprile. Nonostante le vacanze di Pasqua, Greta guiderà la marcia per salvare il Pianeta a Piazza del Popolo. Il tam tam sui social è partito da settimane: finora sono 1.500 le persone che solo su Facebook hanno confermato la loro presenza all’evento, il più grande del suo genere in Italia da quando gli studenti di tutto il Paese hanno scioperato un mese fa, unendosi alla lotta globale guidata dalla giovane svedese. «Ci auguriamo che i politici capiscano che è arrivato il momento di ascoltare gli scienziati che all’estero e in Italia ci ricordano che non dobbiamo perdere più tempo», annuncia ‘Fridays for Future Romà, l’associazione dei giovani attivisti che ha organizzato la visita di Greta nella capitale. Per l’occasione, il palco di Piazza del Popolo sarà a pedali, alimentato dall’elettricità prodotta da 128 biciclette agganciate a uno speciale cavalletto collegato a una dinamo (macchina elettrica che trasforma un lavoro meccanico in energia elettrica). Ma per organizzare l’evento c’è bisogno di fondi e così ‘Fridays for Futurè ha lanciato una raccolta sulla piattaforma ‘Gofundmè, dove è possibile donare fino a venerdì. E se i ragazzi di ‘Fridays for Futurè sono impegnati nelle piazze, c’è anche chi ha scelto un modo singolare per aderire alla lotta al cambiamento climatico. È quello del presidente delle Seychelles, Danny Faure, che ha lanciato un appello da un sottomarino nell’Oceano indiano per la protezione del «cuore blu pulsante del nostro pianeta». Una trovata che ricorda quella dell’ex presidente delle Maldive, Mohamed Nasheed, deposto nel 2012 da un colpo di Stato: nell’ottobre del 2009, per denunciare che il suo Paese era minacciato dall’innalzamento del livello del mare, aveva tenuto la prima riunione del suo governo sott’acqua, con i ministri in tuta da sub. Nel discorso di oggi, il primo dal vivo da un sommergibile durante una spedizione scientifica britannica nell’oceano, Faure ha ammonito che «questo problema è più grande di tutti noi, e non possiamo aspettare la prossima generazione per risolverlo. Stiamo esaurendo le scuse per non agire, e il tempo sta per scadere. Gli scienziati hanno già parlato. Ora tocca a noi».(

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