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Il comportamento del neo segretario del Pd Nicola Zingaretti mi sta mettendo in difficoltà

Da Franco Pelella riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Caro direttore,
il comportamento di Nicola Zingaretti, neo segretario del Partito Democratico, mi sta mettendo in difficoltà. Negli ultimi anni ho sempre avversato la gestione del Pd da parte di Matteo Renzi; ho contestato soprattutto la sua tendenza: 1) ad avvalersi di un gruppo di persone fidate ma non adeguatamente preparate (il cosiddetto “giglio magico”); 2) a non dare il dovuto spazio ad uno stato maggiore di dirigenti di qualità; c) a rottamare coloro che non erano allineati con le sue posizioni; d) a non combattere i notabili meridionali (come Vincenzo De Luca). Zingaretti è arrivato alla segreteria contestando i tre primi comportamenti che ho citato ma facendo capire ai renziani e ai notabili del Pd del Sud che essi non dovevano essere esclusi dal nuovo corso. Fin da quando si è candidato ha detto chiaramente che lui era per un partito inclusivo perché tutte le anime del Pd (ma anche alcuni esponenti politici esterni al Pd, come Bersani, Boldrini, Speranza, Grasso, ecc.) dovevano avere uno spazio. Nella preparazione delle liste europee è stato conseguente con quanto aveva sostenuto prima. Di esse fanno parte tutti gli eurodeputati uscenti quindi molti renziani, alcuni esponenti di Mdp-Articolo 1 (come Cecilia Guerra e Massimo Paolucci) ma anche un amico di Vincenzo De Luca come l’ex procuratore antimafia ed ex assessore regionale campano Franco Roberti. Naturalmente Zingaretti agendo in questo modo ha le sue ragioni (che sono quelle di fare il pieno delle forze della sinistra per contrastare i 5 Stelle e la Lega) ma ciò non basta a farmi superare il disagio di vedere nelle stesse liste candidati vicini a leader politici che hanno avuto comportamenti virtuosi e candidati vicini a leader politici che hanno avuto comportamenti trasformisti, opportunisti, arroganti e clientelari. La conclusione è che sono indeciso se votare o meno le liste dei candidati del Pd alle elezioni europee e che probabilmente deciderò all’ultimo momento.

Cordiali saluti

Franco Pelella – Pagani (SA)

P. S. – Leggi sul mio blog (francopelella.blogfree.net), su Twitter e sulla mia pagina di Facebook: 1) Mi dispiace ammetterlo ma nella discussione sulla flat tax con Di Maio ha ragione Salvini. 2) Chi meglio di Vittorio Sgarbi sa coniugare decoro e ruoli pubblici? 3) Se i 5Stelle vogliono differenziarsi dalla Lega devono attivare una legge Spazzaevasori. 4) Ma dove la vede Matteo Salvini la prospettiva di crescita? 5) La causa dell’unità del Vecchio continente non è perduta. 6) Renzi e Orfini hanno fatto molti errori ma nel caso della sfiducia a Marino non hanno sbagliato. 7) La disobbedienza alle leggi è una virtù quando essa esprime un rifiuto di convalidare l’ingiustizia. 8) L’immobilismo meridionale è dovuto soprattutto ad un condizionamento dell’antropologia.

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